Stage o StRage? Il Blog della Stagista
Stagisti a Berlino
Cari amici,
questo fine settimana io e Jacopo siamo fuggiti fuori porta. Ci siamo messi in coda appresso a tutti quelli che vogliono oltrepassare la soglia. Ore, ore di traffico e gente – gente – gente. Non c'è musica nello stereo, solo tanto affanno.
I tipi nella Smorta gialla scappano da quella scatola che non si potevano comprare, ma che comunque hanno voluto. E per fuggire piazzano sul portapacchi una cambiale per questo week-end all'insegna del relax.
Al semaforo si strombazza all'impazzata. Dobbiamo arrivare prima, rilassarci velocemente e tornare giusto in tempo.
La radio ci ricorda che mentre noi siamo qui a non investire il nostro tempo, alla Camera dei Debosciati si lavora e si fatica. Rischiamo di fare un incidente al solo pensiero! Ma siamo una coppia giovane, innamorata, baciata e… non dobbiamo pensare a nulla.
Il nulla scorre e le leggi cambiano.
Prima di lasciare l'uscio e Adolf alle spalle raccogliamo un invito ad essere comunque presenti. Dal 5 al 26 marzo a Berlino, presso la ACUD Galerie si terrà “Structurally recyclable, basically disposable”, la mostra di Elisabetta Lombardo sulla condizione degli stagisti in Europa.
L'artista ha raffigurato i volti di tanti giovani stagisti che hanno affrontato l'esperienza dello stage e l'hanno voluta raccontare, partecipando a questo importante progetto.
Alcuni si sono fatti riprendere di spalle, altri hanno avuto paura del loro nome.
Giriamo la manovella dello stereo anni '90. Oggi è sabato, è tutta un'altra storia.

O' Cafuncello
Oggi, per la prima volta, sono arrivata in ufficio truccata e con la chioma tirata a nuovo. Non capita tutti i giorni di stare sul set del Grande Fringuello.
"Uhm. Uhm" schiarisco la voce. "Scusami gentile collaboratrice, cortesemente potresti porgermi quel documento contabile nei pressi della tua persona?" recito alla collega, nascondendo il mio strascico romano.
Mi alzo e sfilo decisa fino alla porta del bagno, facendo attenzione a mantenere la testa eretta, la pancia in dentro, il petto in fuori, il piede sinistro immediatamente parallelo al destro.
Adolf mi guarda e mi ascolta con i microfoni e con le micro telecamere piazzate di soppiatto in ufficio.
Lo vedo in regia a scrutare con attenzione il mio brufolo impertinente."Questa ragazza mangiare troppe cioccolate e salame con soldi che io dare lei. Io dovere ridurre stipentio per sua salute" pensa goliardico Adolf, detto O' Cafuncello.
Dopo il forfait della mia collega, sono rimasta la più "anziana" a Palazzo Kabul e Adolf deve tenermi attentamente sotto controllo. Potrei andare dove porta il vento e piantarlo in asso, o peggio ancora, potrei rivelare al mondo intero l'esistenza di una vita fuori dalla Casa del Grande Fringuello.
Allora Adolf, grazie alla sua esperienza di stratega, attua il piano Evacuazione Giucaz Casella (Te ne andrai di qui solo… quando lo dico io!).
Il giorno X, con tono grave, mi chiama nella sua stanza e proclama: "Io volere sapere tu che intenzione avere in questa azienda di Palazzo Kabul. Restare oppure andare? Io volere tenere te, ma tu essere molto sostituibile. Io se tu andare via, già altro StRagista pronto"
Ok. Messaggio recepito.
"Io volere che tu restare però. Me fare piacere. Io volere fare crescere te in questa azienda, tu dovere imparare tanto da Palazzo Kabul. Io promettere te grande crescita economica e professionale"
Mah.. un messaggio un po’ confuso. Devo andare oppure restare?
Ne approfitto, comunque, per mollare le strategie e andare sul concreto. Aggancio il treno della crescita economica e dichiaro che, sì, di soldi ne avrei bisogno.
Stimolo una reazione allergica.
"Tu non dire questa parola. Io a 25 anno vendere fusaie sotto il muro di Berlino, al freddo e gelo. E tu? Stupida piccola Luce StRagista volere soldo in più che tu non meritare, solo per mangiare cioccolata e salame? Tu avere trovato strada spiantata, cara Luce StRagista. Io avere dato troppo te. Tu avere fatto nessuno sacrificio per essere qua".
Che simpatico Adolf O' Cafuncello, un cabarettista con la precisione di un tedesco e la verve di un napoletano! E' lui, il Grande Fringuello dal Multiforme Ingegno, lo stratega che studia ogni movimento e che muove i fili della nostra psiche e che, ingenuo, crede nella favola dello stagista volontario e felice.
Allora, eccolo lì che, con il suo naso imbiancato e con i suoi attenti studi da "fusaiaro", piazza le cimici in ufficio e aspetta il momento Y per esercitare il suo controllo.
"Tu StRagista andare via solo quando lo dico io. Il Grande Fringuello ha deciso che non è ancora il momento di abbandonare la Casa. Palazzo Kabul ha deciso che tu dovere restare".
Deglutisco.
Curriculum Stagista
Cari amici StRagisti,
oggi vi parlerò del modo più efficace per scrivere un Curriculum Vitae Stragiorum. Bando dunque ai consigli tratti dal noto manuale "Curriculum da laureato? Curriculum cestinato! Jobsvacant Editori Arricchiti Riuniti" e occhio alle dritte, testate sul campo, di Luce StRagista.
Regola numero 1: Mai iniziare il civvù citando le esperienze di studio. Spesso i cacciatori di tester non considerano questa sezione, nemmeno se avete preso la lode, il bacio accademico e il Master alla Bomboni. Piccola nota aggiuntiva per i laureati in Esseddicì: fingetevi appartenenti ad un'altra Facoltà per evitare domande irritanti sulla vostra scelta di indirizzo di studio.
Regola numero 2: Anche se avete già fatto 5 stage e siete fieri di aver superato questo momento eroico della vostra vita, non elencateli tutti. I Legalizzati o I Sinceri Riuniti di turno potrebbero porvi un'innocente domanda: "Come mai nessuno di questi stage si è concluso con un'assunzione?"
A quel punto sentitevi pure autorizzati ad autoesplodervi, a vendicarvi con riti Voodoo o più semplicemente a… incassare, in vista di un'azione StRagista.
Regola numero 3: Non indicate nel curriculum vitae stragiorum qual è il vostro stipendio attuale: non vi escluderà da proposte di Stage Aggratise, ma potrebbe tenervi fuori da Aste al Ribasso a cui può essere sociologicamente interessante partecipare.
Regola numero 4: Inserite in coda i vostri interessi personali, gli hobby e le esperienze rilevanti. Uno stagista che fa volontariato può essere ancora più propenso ad offrire le sue prestazioni gratuite all'azienda. O ancora, chi meglio di una ragazza che per 3 mesi ha fatto la barista a Londra può preparare caffè a capi e colleghi?
Regola numero 5: Non dimenticate, nel rispetto della legge sulla privacy, di autorizzare l'azienda al trattamento dei dati personali e… allo sfruttamento dei vostri diritti sociali. Anche se, ultimamente, su questo aspetto vige la Common Law, una tradizione non scritta che si tramanda di Stagista in Stagista.
In bocca al lupo a tutti!

La Commissione Giudicante
Era da tempi immemori che non avevo la lingua appiccicata al palato come una figurina. E' una reazione chimica che mi capita ogni qualvolta ho l'ansia da prestazione (e per fortuna non sono un uomo).
L'appuntamento per il mio concorso è fissato alle 10.00, ma io, con il mazzetto di fotocopie sotto al braccio, arrivo in anticipo.
L'atmosfera è simile a quella di un esame universitario, con la differenza che è totalmente assente la solidarietà del Collettivo Ricreazione Libera.
Così il protocollo 086644 mi guarda in cagnesco, mostrando i canini. Il successivo, lo 086645, la prende larga e mi dice di non ripassare poco prima della prova: secondo gli psicologi dell'apprendimento confonderebbe soltanto le idee.
Sono le 10.20, ma ancora nessuno ci convoca. La Commissione col posto fisso è serrata dentro una saletta. Li sentiamo prima ridere, poi spostare sedie, poi parlottare e infine zittirsi in un silenzio atroce.
Io sono preoccupata. Devo essere a Palazzo Kabul quanto prima e mi trovo dall'altra parte della città e, come se non bastasse, la mia coscienza da Pre-gettista mi impone di dare il massimo per questo concorso.
Alle 11.00 in punto esce una signora occhialuta e vuole immediatamente documenti e firme di tutti i protocolli presenti. Ha un capello liscio, lucido lucido, da spazzolare. Le facciamo spazio con reverenza.
"Vossignoria prego"
"Sua maestà vuole un caffè?"
"Usate Sloreal? Non oserei dire di aver visto prima una capigliatura così scintillante "
"Accomodati qui, ti cedo il posto" azzarda il protocollo 086649.
Tutti gli altri protocolli si stizziscono. Sarà 086649, il prescelto? Sarà il nipote dell'Assessore? Il sospetto balbetta in ognuno di noi.
Sono la seconda della lista e così, dopo una quarantenne che snocciola uno per uno tutti i commi della comunicazione pubblica, è il mio turno.
"Luce StRagista, prego."
Come indicato dalla presidentessa con chioma fluente estraggo dall'ampolla il quesito.
Con la lingua che tende ad arrotolarsi e le mani sudaticce, dico tutto quello che mi viene richiesto e, non appena giunge il momento, estraggo la mia idea brillante: il social web ultra-tech per la PPIA'.
Chiedo di infilare la mia chiavetta uessebì per presentare il mio progetto e la tizia accanto a chioma fluente è preoccupata. USB=UFO? Cos'è questo oggetto non identificato?
Procedo a braccio.
Nel giro di 13 minuti è tutto finito e mi lasciano andare.
Chiudono le porte e parlano di Luce StRagista, dei suoi 13 minuti di palcoscenico, del suo curriculum, delle porte informatiche che o si aprono o si chiudono. Sarà adatta per "Prego signora dica… avanti il prossimo"? Saprà sopportare un anno di co.co.dè?

Concorso pubblico per la stagista
Se i genitori della mia generazione "figlia" avessero potuto esprimere un desiderio per la propria prole non avrebbero battuto ciglio. Avrebbero rinunciato a vederci col tocco in testa, avrebbero volentieri ceduto a qualcun altro un posto nella casa del Grande Fardello, addirittura sarebbero stati in grado di accettarci gay e senza fede al dito. Ma all'unanimità, di certo, vorrebbero per noi un posto di lavoro a tempo indefinito (per-tutta-la-vita-finchè-morte-non-ci-separi) in un'amministrazione pubblica. Non importa quale. Basta che sia una e che sia statale, con tanto di stemma con foglioline antiquate.
E così li vedi dire al panettiere: "Signora Rosa, so che sua figlia lavora al Comune. Lo sa, anche mia figlia si è appena laureata… so che cercano gente che si occupi di comunicazione in quell'amministrazione…".
O ancora peggio si affaccendano per farti recapitare a casa il manuale del perfetto vigile urbano o gli inutili beta-test degli Editori Arricchiti Riuniti.
Fortunatamente i miei genitori non sono mai stati così. Forse perché sanno che vado per la mia strada, forse perché sono una StRagista o, più verosimilmente, perché ritengono che per occupare un posto statale ci voglia la raccomandazione. E noi a Periferiland non conosciamo nessuno. La figlia del panettiere, dalle nostre parti, è agli arresti domiciliari per aver rapinato, lo scorso anno, il Pum.
Stavolta però ho deciso anch'io di fare la figlia modello e di plasmarmi sulla base delle aspettative di un padre-tipo e di una madre-tipo che vivono, non so, alla Sgarbatella.
Ho preparato il mio curriculum in formato paneuropeo e intergalattico e l'ho corredato con una domanda debitamente compilata e creditamente firmata. Ho spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno, senza aspettarmi nessuna raccomandazione sulla via del rivenire.
Ma l'inesperienza da StRagista mi ha seccato anche questa volta. Sembra che anche i posti pubblici non siano più così dorati, come quelli di tanto tempo fa. Mi sono candidata per un posto da co.cco.dè in un'amministrazione: un altro ossimoro stagista. Non esistono più le mezze stagioni. Si stava meglio quando si stava peggio.











