Pierino il Burlone
Cari amici stagisti,
oggi vi parlerò di Pierino, il Responsabile Pomposo Altisonante di Palazzo Kabul s.r.l. Mi dispiace aver trascurato fino ad ora questa unità fondamentale dell'organigramma dell'Impero Adolfiano, ma parlare di lui mi è sempre sembrato come sparare su un'ambulanza della Croce Rossa in servizio, con tanto di ruota bucata.
Ho conosciuto la leggenda di Pierino, il primo giorno in cui ho messo piede nella stanza delle torture, ovvero quella con il tavolo di ciliegio su cui siede il caro Adolf.
"Se tu, piccola micragnosa Luce StRagista, volere restare qui in Azienda tu dovere diventare intispensabile. Tu volere essere intispensabile? Tu fare tuo dovere. La parabola di Palazzo Kabul s.r.l. raccontare che anche Pierino il burlone era, a suo tempo, uno stagista, poi lui diventato intispensabile e oggi guadagnare 6 mila euri netti-rotti-spicci al mese. Tu seguire esempio di Pierino il burlone e diventare così mia discepola fedele fedelissima".
Tutti coloro che sono passati sotto le grinfie di Adolf sono stati indottrinati con la parabola di Pierino il Burlone. Sanno che lui ha seguito il gregge, ha assistito al triplicare dei pani e dei pesci ed è uscito indenne all'invasione delle cavallette. Chi più, chi meno (chi per niente) ha provato a fare del suo per raggiungere i 6 mila euri netti-rotti-spicci al mese dello stagista prodigio Pierino. Ma ad oggi nessuno ci è ancora riuscito. Di fatto non è semplice raggiungere cotanta classe e distinzione.
Pierino si presenta in ufficio gridando "Wazzap!" e masticando la stessa cingomma del giorno prima. Il suo ruolo è un po’ alla "Mauro Repetto": scalda il gregge dando il ritmo e battendo le mani. "Daje regà, oggi ve vojo cariche! E daje e daje e daje… e poppe e poppe e poppe… Wazzap!"
Il suo ruolo è portare noi tutti dritti all'obiettivo, ovvero scuoiare quanti più possibili Lupi in Pelliccia per vestire al meglio le belle signore e far brucare noi innocenti agnellini e i nostri fedeli pastorelli di Betlemme.
La tattica di Pierino il Burlone è quella di fornire delle pillole di saggezza per affrontare al meglio il mestiere che ci spetta.
"Er cliente se vole er pane je devi dà er pane, se vole er vino je devi dà er vino…"
"Oggi col marketing è er cliente che comanda. Un tempo je vendevamo le scarpe, mo se non stamo attenti ce fanno le scarpe…"
"Ricordateve sempre che la nave galleggia pure senza un marinaio, alla fine è er comandante che gira er timone".
Poi sta a noi trarre il migliore insegnamento dai versetti che Pierino quotidianamente ci propone.
Il Profeta è così buono che spesso lascia aperta la porta del suo ufficio, urla le telefonate (la suoneria è tratta da un noto film di Er Monnezza) offrendoci così l'occasione per tratte diretto giovamento dai suoi segreti più nascosti. Nello stesso tempo però controlla i nostri piccì e interroga le microspie dell'ufficio per essere certo dei suoi metodi di apprendimento.
Non so se riuscirò a diventare come Pierino il Burlone, per ora mi sto concentrando sull'arte del fischiettare. Ancora però risulto lontana dai suoi livelli.











Commenti
Baci, torna presto.
@Adolf Timoroso: sono proprio felice che mi scriva un Adolf :-). Purtroppo se la solidarietà tra lavoratori è un concetto ottocentesco figuriamoci quella tra Adolf e Stagisti! Di certo lo scenario non aiuta. Comunque io sono disponibile a mandarti il mio cv!
@Redattrice Web: grazie mille! sono risalita all'aggregatore che ci accomuna e tornerò presto a leggerti!
@Luckigno: abbastanza!
ti ho scoperta questa sera, tramite un sito "raccogli blog" al quale ci siamo iscritte entrambe. Bello questo posto, la tua verve è evidente, ci tornerò di sicuro. Piacere di conoscerti, allora :)
Potremo mai un giorno noi Adolf e voi stagisti essere amici, come Persone? O la nostra condizione di Adolf è superiore alla condizione umana, e ci troverà sempre a voi avversari, capaci di avere solidarietà e comprensione solo da altri Adolf?
Io sono diventato Adolf perchè non mi piaceva il mio, di Adolf. E mi son detto voglio essere l'Adolf di me stesso, e quando sarò Adolf anche di altri sarò un Adolf migliore. Ma negli occhi dei miei stipendiati leggo l'ostilità e la rivendicazione atavica che portò un giorno me a ribellarmi. E io più meglio di così, conti alla mano, proprio non ce la faccio a farcela.
Esiste soluzione? Vi sarà mai una tregua?
Cmq sì, da noi c'è Cota ma a Torino ha vinto la Bresso (non che cambi molto poi eh...)
RSS feed dei commenti di questo post.