Stage o StRage? Il Blog della Stagista
L'udienza è tolta
Buongiorno a tutti!
Oggi sono senza il dirimpettaio di scrivania. Non ho nessuno con cui spettegolare del vicinato né tantomeno posso rivolgermi a qualcuno se manca il sale o l’olio al momento della pausa pranzo (quando c’è e se c’è)!!
Il tempo del maschione (lo stagista n.4) è arrivato. I suoi 3 mesi di formazione sono finiti e ora il suo banco è vuoto e il computer è spento. Vi racconterei anche del raggio di sole che batte sui pixel silenti e della canzone di Mariah Carey che sarebbe l’ideale colonna sonora, ma cadremmo nel patetico ipocrita.
Come si fa a conoscere una persona in 3 mesi? Come si fa a sapere se è a favore della castrazione chimica, se quando lava i denti chiude il rubinetto dell’acqua per non sprecarla, o cosa ben più importante, se utilizza i cotton fioc al mattino??
Eppure Adolf ci è riuscito. Il Capo dei Capi ha emesso la sentenza: “Ai sensi della legge n.1 emessa dalla stessa azienda I Legalizzati n.1, la Suprema Corte la dichiara prosciolto. Stagista n.4, il suo dovere qui l’ha fatto, ma sa.. noi siamo contro gli sprechi e , di certo, non possiamo permetterceli. La nostra policy prevede il riciclo degli stagisti, non lo smaltimento.”
E il maschione ora se ne sta da qualche altra parte. Forse sta studiando, forse sta cercando un altro stage, forse stasera festeggerà in nome della Convenzione firmata e debitamente compilata in triplice copia. Non so.
Intanto i Legalizzati n. 1 non hanno tempo da perdere in convenevoli e mi danno un nuovo compito. “Luciaaaaa… prepara l’annuncio da pubblicare per i nuovi stagisti.” Io mi chiamo sempre Luce, ma vabbè, mi accingo a scrivere l’annuncio.
“L’azienda I Legalizzati n. 1 cerca uno stRagista…” CANC.
“Cercasi Laureato o Laureando in materie umanistiche per stage in affermata agenzia di produzione di contenuti. Lo stagista verrà inserito in un contesto di psicolabili, frustrati, sfig..” CANC.
“Affermata azienda di comunicazione ricerca un neolaureato in scienze della comunicazione o affini per stage di 4 mesi. Il candidato ideale ha avuto già esperienza in attività redazionali, di ufficio stampa e di web marketing… praticamente dovrebbe aver già fatto almeno altri 8 stage non retribuiti e non esserne pentito..” CANC.
Ora torno al mio lavoro, tra dieci giorni ho l’udienza anch’io. Mi reclamano… “Luceeeeee…. I recall… bisogna spingere le nuove pellicce con pelo di foca!!! “. Lucia, nel frattempo, scrive l’annuncio.

Arrivano gli squali!
Avete mai visto un en-cefalo correre velocissimo, inseguito da un branco di squali incattiviti??? Anche io pensavo di no… fino a ieri. E vi avverto che ieri non sono stata iniziata alle droghe chimiche, ma semplicemente ho avuto la classica serata al pub con Robertina e Jacopo.
Robertina ha fatto dietro-front. Niente più stanza in affitto col boyfriend, ma valigia di cartone alla mano e via alla ricerca di un lavoro in Europa. La sua prima tappa sarà Dublino, città anglofona, multiculturale e, almeno fino a qualche anno fa, ricca di opportunità lavorative (in particolare nel settore bancario e dell'IT).
Robertina è, da oggi, ciò che viene comunemente definito un "cervello in fuga". Ma stavolta l'inseguitore non si limita ad essere un Belpaese (formaggino) con scarsa mobilità sociale, ma un intero sistema in decomposizione (scaduto).
E così vedo Robertina fuggire intorno al mappamondo, disegnando tracciati che si ripercorrono e si intersecano. Gli squali che solcano gli oceani si chiamano Pinna Banca, Jo Linvesto e La tigre multinational. I tre lasciano il segno del loro passaggio con chiazze rosse che si espandono a macchia d'olio: l'ultima ha raggiunto gli Stati Uniti D'America, nonostante una schiera di soldati bardati di tutto punto li attendesse sulle coste.
Riuscirà Robertina a fuggire? Per ora al costo di una stanza, ha un biglietto per la terra verde (di speranza, di rabbia, di denaro) e tanta voglia di partire. Io e Jacopo le abbiamo fatto una promessa: la andremo assolutamente a trovare. Ma basta con il rum & pera, in Irlanda non potremo non darci alla Guinness. Cheers!

Ai Caraibi
Quando Adolf non c'è i topi ballano. E così oggi, in tutto il mio fare da ratto, sono entrata in ufficio con un mezzo sorriso. Il nostro povero (non di tasca) Führer se ne è andato in vacanza ai Caraibi e anche per noi, grazie all'Onnipotente, è arrivato il momento dell' Attentiiiiii!! RIIIIPOSO.
Questo non significa che gli Stragisti non devono lavorare, ma che anzi continuano a produrre mentre tutti gli altri fanno finta. Nell'azienda I Legalizzati n.1 siamo 4 stagisti, 3 donne e 1 maschione, nonostante la company conti solo 10 dipendenti.
Durante l'assenza del Capo dei Capi noi saremo impegnati in un lavoro di gruppo, una mega presentazione che illustri i servizi che I Legalizzati n. 1 è in grado di offrire alle aziende. Questo compito, tra la pratica e la socializzazione, mi ha permesso di scoprire che:
- la stagista n. 2 sogna di fare la ballerina e ritiene sia più facile svoltare realizzando questo desiderio, piuttosto che facendo fruttare la laurea;
- la stagista n. 3 lavora il venerdì e il sabato al pub perché i suoi le hanno detto che non ce la fanno più a pagarle la stanza a Roma e se non trova un lavoro serio entro l'anno se ne deve tornare a Trani;
- il maschione ha un esame domani, ma non ha studiato un tubo perché trascorre 8 ore nell'ufficio di Adolf che, in questo momento, se ne sta con una noce di cocco in mano, dall'altra parte del mondo.
La stragista n.1, che poi sarei io, vorrebbe invece un kalashnikov, anche se non lo sa usare. E lo vuole proprio nel momento della pausa pranzo quando, per la prima volta, salta fuori l'argomento "stage".
Stagista n. 3: "Luce spero di trovare un lavoro presto finito questo stage. Cosa ci torno a fare a Trani? Non ci sono molte opportunità nel nostro settore… E poi non me la sento di accettare un altro stage non retribuito, non posso davvero permettermelo!"
Eloisa: "Ma ragazze! Siete il fior fiore della gioventù! Un po’ di forza d'animo!"
Luce: "Bè quella non manca… ci servirebbe solo una retribuzione! Questi stage gratuiti ci hanno stancato!!! Bastaaa"
Eloisa: "Bè io non ho mai fatto uno stage non retribuito. Sono stata fortunata, uscita dall'università ho trovato lavoro in un mese, con un contratto a progetto. Io sono d'accordo con gli stage… alla fine ti fanno inserire facilmente in un contesto lavorativo, così mentre studi apprendi "da dentro", "in pratica", tutto ciò che leggi sui libri…"
Maschione: "Sì ma 8 ore, senza retribuzione… sono un po’ troppe! E difficile riuscire anche a studiare e magari lavoricchiare…"
Eloisa: "Siete ancora troppo piccoli per capire… purtroppo l'università non è per tutti…"
Noi abbiamo praticamente l'età di Eloisa. Certo che però con un bel buco in testa sembrerebbe più grande e forse riusciremmo anche a capire da dove la piglia tutta questa saggezza ☺

King Arthur
Quando andavo all'università la cosa che più mi piaceva era assistere alle lezioni. Ascoltare i professori, partecipare ad un dibattito di un certo spessore culturale mi faceva sentire parte di un'elite pensante.
Oggi invece il massimo delle dispute di cui mi ritrovo accidentale ascoltatrice sono di questo tipo:
Eloisa: "Hai visto che tette enormi quella del Grande Fratello?
Maria Stella: "Io se avessi il coraggio me le rifarei tali e quali… devo solo superare il terrore dell'operazione. Luce ci hai mai pensato?? Ti starebbe bene una quarta bella abbondante…"
Oppure
Maria Stella: "Oh…Non sapete che culo una mia amica!! Con 15.000 euro intascate da un sindacalista è entrata alle Porte Italiane… magari lo proponessero a me!!"
Eloisa: "Davvero!!! Io chiederei immediatamente un prestito a mio padre, altro che Porte, quelli sono Portoni… lavori 6 ore al giorno, fai poco e niente e hai il posto garantito. Ma non può rimediarlo anche a te ??? Eeee… magari a me, perché no.… Luce tu che ne dici??"
Una delle prime lezioni da cui sono uscita con l'umore storto è stata quella di King Arthur. Questo prof si è presentato bassetto e con una t-shirt da No Global. Non si è seduto in cattedra, ma si è messo a gironzolare tra i banchi con fare disinvolto e paritario.
"Cosa volete fare da grandi?" è stato il suo approccio.
Io non ho mai replicato alle domande dei proffi, nemmeno quando era indubbia la risposta… figuriamoci se potevo mettermi a parlare con questo tizio mai visto prima che tutto pareva meno che un accademico.
"Zzzzzz… zzzz… zzz…." Probabilmente il resto della classe la pensava come me. L'unica a rispondere alla sua domanda sembrava essere una lampada a neon mezza scassata che sognava in futuro di diventare una fastidiosissima zanzara.
"Vabbene…Ho capito… Chiedo io.." spiegò il prof tra il sereno e il rassegnato.
"Alzi la mano chi vuole occuparsi di pubblicità."
Ed ecco lì una decina di mani alzate, tra le altre anche quella del tipo occhialuto del terzo banco. E chi l'avrebbemai detto??? Per me lui ha sempre avuto la faccia da sociologo…
"E chi invece vuole occuparsi di comunicazione sociale?"
Qui solo Robertina ha alzato la mano. E il prof le ha lanciato immediatamente un occhio sorridente addosso.
"E invece c'è qualcuno che vuole diventare giornalista?"
Circa 20 palmi sono volati via per aria, quasi a mimare un "alleluia –alleluia- è arrivato il nostro momento".
"Bè ragazzi sappiate che se non siete figli di un giornalista o di un politico, difficilmente farete i giornalisti. Purtroppo è un mestiere molto complicato."
Io non ho alzato la mano a nessuna delle domande, perché questo Arthur non mi convinceva proprio e, aquanto pare, facevo bene. Come si permette di trattarci così? Pensa che siamo scemi? Noi studieremo, faremo, diremo, mica avremo bisogno della raccomandazione!! Guarda un po’ 'sto King Arthur… fa tutto il No Global e poi… ci dice che ci dobbiamo far raccomandare!!
Alla fine questo King un po’ l'ho seguito e un po’ me lo sono ritrovato tra i piedi e… sono arrivata al senso del suo discorso e alla sua verità.
Il giorno della mia laurea, in veste di relatore, si è presentato ai miei genitori che non sono né giornalisti, né politici, ma operai ormai in pensione. "Vostra figlia avrà una luminosa carriera…".
Vabbè che mio padre è vestito in giacca e cravatta, ma King ti sembra un onorevole?? Mica siamo venuti con l'auto blu, che ti credi??
King Arthur mi ha lanciato lì un'altra delle sue provocazioni e mi ha costretto a lottare ancora.

A bordo del 13 bis
La mia vita da stRagista ha inizio alle 6.45 quando rantolando mi trascino alla fermata del 13 bis. Di solito ad aspettarlo ci sono io, un ragazzetto sui 17 anni con lo zaino in spalla e una coppia di filippini con un bambino logorroico.
Ogni mattina è una storia diversa. A volte l'autobus spacca il minuto, altre si fa attendere una buona mezz'ora, altre ancora lo vedo allontanarsi dalla fermata e, tra me e me, invento almeno 10 buone ragioni per non corrergli dietro (mi risale la colazione/ne passerà presto un altro/mi fa male la pancia/oggi ho la luna storta/arrivare tardi è una piccola forma di ribellione/posso inventarmi un mega incidente/mi si scompigliano i capelli/se inizio la settimana così, mercoledì ho sterminato tutto l'ufficio/Adolf farebbe lo stesso/non è che siccome non porto i tacchi, allora posso sempre inseguire gli autobus in corsa).
Tra un mesetto romperò questa routine. Il ragazzetto continuerà ad andare a scuola, i filippini si dirigeranno a lavoro e io, invece, darò buca all'appuntamento. E la causa non sarà un'auto di grossa cilindrata che piazzerò sotto il deretano, bensì la fine del mio periodo di stRage.
Nel frattempo però mi godo il viaggio.
Sul 13 bis se ne vivono di storie e si incontrano anche tanti strani personaggi (un giorno vi parlerò dell'Uomo con il coltello o del Cane che Occupa Un Posto a Sedere). In uno spaccato di Periferiland si leggono i medesimi volti stanchi degli operai italiani e stranieri, la puzza di cipolle dei fagotti per il pranzo, il piercing labiale delle coatte e il chewing gum tartagliato dei "pischelli" dell'istituto tecnico industriale.
Dal finestrino arriva dritta dritta un'altra giornata. Adolf, Maria Stella & Co. mi aspettano per rubarmi il tempo e io mi obbligo a non sprecare quello che rimane per me. Leggo, ascolto musica e inganno il traffico e i suoi vincoli. E che vincoli!!! 20 minuti per percorrere un chilometro… arghhhhhhh! Ma da abitanti di Periferiland questa è la nostra sorte: dobbiamo dimostrare con tutta la nostra tenacia se davvero vogliamo accedere al Mondo Incantato della Produzione o rimanere dei reietti.
Alla fine io ce la faccio e taglio il traguardo. Scendo alla fermata prima del capolinea e prendo un altro mezzo. Stavolta il viaggio è più corto, solo una quindicina di minuti e, lusso dei lussi, in corsia preferenziale!!!! Non ci vuole un sociologo esperto per dire che la popolazione che abita questo bus è diversa, più variegata, o meglio.. non è così uniformemente sovrastata da un alone grigio di sfiga come quella del 13 bis!
Conclusa la traversata sociale, mi parcheggio in ufficio. Anche qui mi metto in coda, tra limiti e doveri, in attesa di una nuova scalata che mi porti lontano da Periferiland. Anche oggi tanti giornalisti da richiamare e implorare (vi prego!! Pubblicate!! Fate finta che sia una notizia!)
… ma se lo immagineranno questi che stamattina io ero sul 13 bis??
Alzo gli occhi al soffitto in cerca di una risposta, ma vedo soltanto un cerchio di luce scura che mi cinge la testa…sarà sfiga?











