Stage o StRage? Il Blog della Stagista
Rum & Pera
Per dimenticare la volta della "non svolta" ho organizzato una piccola reunion con i miei amici dell'università.
Io, Robertina e Jacopo siamo andati al solito pub. Quello in cui abbiamo condiviso i brindisi dei 30 e le paranoie di aiuto-mancano-5-giorni-all'-esame-non-ce-la faremo-mai.
ARMAlaurea e le sue statistiche hanno proprio toppato con noi, come si dice dalle mie parti. Secondo i sondaggi d'opinione che sono tanto di moda come orientamento delle politiche, almeno 2 di noi ad un anno dalla laurea dovrebbero avere un lavoro.
Invece … eravamo (e siamo) 3 stagisti al pub che volevano cambiare il mondo…
Comunque, ordinato il rum e pera, ci sono immediatamente delle belle notizie da dare.
Robertina andrà a vivere con il suo boyfriend!!!!!!! Quello storico, quello di quando eravamo ancora delle matricole che non riuscivano a capire in quale cinema fare lezione. (Sì, sì… ho scritto proprio "cinema"!)
Prenderanno una stanza in affitto con dei fuori sede. Lui è laureato in economia e commercio e ha un contratto a progetto, lei è stagista, ma ahimè ancora per poco. In azienda le hanno detto che, essendo donna e ancora giovane, di inserimento non se ne parla. Forse se fosse stata maschio…
Robertina però non ci pensa proprio ad andarsene in qualche clinica a Casablanca, ma anzi ci mostra il sorriso più raggiante che le abbia mai visto stampato in faccia. "Certo raga ci saranno dei sacrifici da fare, però… siamo felici!!"
Jacopo, invece, sta uscendo con una Bionda, ma ancora non ha capito lei che intenzioni ha. Così, beato tra le donne, ha usufruito della nostra presenza per farsi suggerire un sms che la faccia capitolare una volta per tutte. (Ragazze avvertite: se vi arrivano dei messaggini che rispondono perfettamente alle vostre esigenze da un certo Jacopo, probabilmente li ho scritti io... purtroppo non c'è stata alcuna evoluzione cerebrale maschile!!!!)
Jacopo è l'unico tra i tre che non sta guadagnando nemmeno un euro, neanche quelli del Progetto Fesso che pare debba prendere io, in un futuro prossimo venturo. Lavora dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 18, per un content provider che realizza contenuti pubblicitari e redazionali per testate sportive, house organ e giornali locali.
Ogni quattro mesi questa azienda pubblica un annuncio sul sito di Facoltà e inizia così la sua raccolta differenziata. Da brava Social Company segue in pieno la sua policy di riciclare il vecchio stagista per uno nuovo. Quello vecchio non lo butta via, ma gli dà una bella pacca sulla spalla e gli dice: "Se un giorno dovessimo assumere qualcuno ci ricorderemo di te, per ora non abbiamo soldi".
Ora non vogliamo pensarci però, abbiamo il nostro rum e pera. Domani in ufficio i vostri stagisti avranno un bel po’ di mal di testa.

Voodoo girl
Cari amici,
come preannunciato, domani è il Gran Giorno. Cappottino prestato da Sheila e via dritti verso un altro colloquio.
Cosa mi aspetterà stavolta? Con chi mi relazionerò? Come dovrò comportarmi?
Queste sono solo alcune delle domande che mi frullano in testa.
Conosco a memoria i manuali del "come comportarsi ad un colloquio": apparire curati senza essere eccentrici, sicuri ma comunque umili, dettagliati sì, petulanti no.
In pratica bisogna essere schizofrenici. Coloro che possiedono tratti di doppia personalità potranno assumere allo stesso tempo più atteggiamenti e quindi risultare vincenti.
Per i comuni mortali invece, bando alla razionalità e via ai riti propiziatori.
Imbevete il vostro curriculum con acqua benedetta, cospargetevi la testa di cenere e date fuoco ai vostri appunti dell'università. Tutto questo vi servirà a dimenticare chi siete e qual è il vostro storico professionale.
Avete già fatto quattro stage e pensate che una testa calda ve ne possa proporre un quinto? Fate una bella bambolina Voodoo, armatevi di spilli e liberate le vostre energie negative: perché non accettare anche questa nuova esperienza? Potrebbe essere un'altra bella occasione di sfrutt… crescita professionale!
Io la bambolina me la porterò in tasca, con tutte le mie armi appuntite. Domani me ne andrò a fare un colloquio in un luogo istituzionale con gente che conta e che mi rappresenta. Da Periferiland prenderò il mio autobus alle 6.45 e attraversò i corridoi che mi porteranno agli alti ranghi della società.
Quante cose vorrei chiedere a queste persone, chissà quanto mi potranno insegnare e che immagine mi daranno del nostro Paese!! Da fuori il Palazzo è così bello: bandiere di qua, targhe di là, tappeti rossi all'ingresso.
Io e Voodoo Girl varcheremo la soglia piene di speranze.

L'abito fa il monaco
Per fare il tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l'albero,
per fare la stagista ci vuole fegato e per fare il fegato ci vuol l'antidoto…
Il mio buon antidoto alla stRage è il weekend. Durante il fine settimana cerco di lobotomizzarmi e di non pensare a nulla che abbia a che fare con questa sottospecie di lavoro volontario che svolgo quotidianamente.
Così questo venerdì sera mi sono fatta trasportare dalla voglia matta di Sheila ed eccomi in pista.
Unz-tunz Unz-Tunz Tunz-Unz Tunz-Unz.
La lobotomia riesce davvero facile con questa musica.
E probabilmente è quello di cui hanno bisogno questi gggiovani d'ogggi che "stasera sono qui riuniti per viaggiare con la testa-viaggiare-unz- con la testa-tunz-viaggiare-unz-con la testa… unz-tunz".
E giusto con la testa posso viaggiare, considerando che solo per entrare in questo posto mi sono partiti 15 euro.
(Lunedì sarà tempo di bilanci e di pentirsi. Ora unz-tunz-unz-tunz.)
Nel privè c'è una ragazza con un vestito nero di paillette, i capelli corvini liscissimi e il tacco di Fendi. Non so chi le abbia detto che è Capodanno. Perché è vestita da Veglione?
Sheila: "Bè è vestita da privè… è uno status symbol, come la scarpa di Fendi… non puoi andare al privè col vestito comprato al mercatino! Bisogna essere fashion e adeguati alla location! "
Anche in tempi di recession? E' già…
Le gerarchie sociali entrano anche in discoteca. C'è chi si arrampica (il ragazzo con la felpa che ci prova con Miss Paillette, che non se lo filerà mai, nonostante il suo sforzo di ballare infagottato a 30 gradi) e chi gode della sua posizione strameritata (Miss Paiettes ha passato ore a inghirlandarsi, mica è cosa da tutti!)
Comunque, nonostante questo mi sono divertita.
E nel tragitto verso casa ho detto a Sheila (e solo a Sheila) di venerdì.
Venerdì ho un appuntamento per un colloquio.
Ed ecco un altro antidoto: una piccola Luce che si accende.
"Daiiiiiiiiiii grande!!! Sono proprio contenta!! Di che lavoro si tratta?? Di cosa ti dovresti occupare???"
In realtà non so se è un lavoro, si parla di collaborazione. La parola Lavoro ormai in Italia fa quasi paura… è come quando preferisci dire "esco con un tipo" o "ci vediamo ogni tanto", piuttosto che "stiamo insieme", o l'ancora più urticante "siamo fidanzati".
E così, in questo modo, come la pulzella invaghita non sa se il suo "accompagnatore" ha occhi solo per lei o se la spassa con molte altre, allo stesso modo tu giovane neolaureato non sai se ti proporranno il lavoro della svolta, o il solito inutile stage.
In tutti e due i casi, non sapendo, ti preparerai con lo stesso identico entusiasmo al grande appuntamento, sperando di fare colpo.
"Te lo presto io il vestito, mica puoi andare con un abito inadeguato… punteremo sullo stile casual-chic con un tocco di retrò-vip."
Dovrò essere fashion e adeguata alla location.

StRagista in guardiola
Ciao a tutti!
Oggi novità delle novità vi scrivo direttamente dall’ufficio. E già… ho finito il lavoro prima del dovuto, ben 45 minuti di anticipo. Ho manifestato la mia nullafacenza: “Yuu uuuuuuuu… sono qui! Cosa altro mi insegnate di bello oggi?!” Nessuna risposta.
E allora eccomi qui a raccontarvi la mia Vita da StRagista… Basta fare attenzione e ricordarsi, poi, di cancellare accuratamente la cronologia… potrebbero smascherarmi!
Avete letto L’eleganza del riccio di Barbery Muriel? Bè io lo sto assaporando lentamente in questi giorni, tra una corsa in autobus e una in metropolitana. La scrittrice-prof di filosofia racconta la storia di una portinaia che, rompendo tutti gli stereotipi, quei piccoli-grandi calchi che predefiniscono chi ci sta attorno, è appassionata di letteratura, cinema, arte… insomma una vera e propria assetata di cultura. Cosa che ovviamente non si direbbe di nessuna portinaia umile. La donna, anziché sfoggiare i suoi saperi nel condominio-bene in cui presta servizio, fa di tutto per dissimulare le sue inclinazioni. Nessuno immagina cosa si nasconde dietro quella guardiola. Così come nessuno dei miei colleghi, in questo momento, immagina che dietro lo schermo del computer che mi difende mi accingo a comporre una dettagliata classificazione dei colleghi-che-si-possono-incontrare- durante-uno-stage. (HIHIHIHIHIHIH)
Nella seguente tassonomia anche io mi servirò di stereotipi, sfruttandone l’unica qualità: il loro essere scorciatoie della mente che aiutano il soggetto a destreggiarsi nella variegata realtà. Lo stagista, del resto, già è un povero sfigato, quindi perché non dargli una mano?
E così, rullo di tamburi…
Ecco i colleghi che potete incontrare durante la vostra esperienza di stage:
IL SOLIDALE: Il Solidale è una vera e propria manna dal cielo per il vostro periodo di permanenza in azienda. Non vi tratta come un dipendente a tutti gli effetti (vi farebbe innervosire) né come uno schiavo (scatenerebbe una strage). Se vi rivolgete a lui per chiedergli chiarimenti è di solito disposto ad ascoltarvi e a dissipare tutti i dubbi e le incertezze tipiche dell’ultimo arrivato. Di solito è un altro stagista, un dipendente soddisfatto del suo lavoro o semplicemente “umano”o, raramente, un superiore illuminato costretto a collaborare con stagisti non retribuiti contro la sua volontà.
IL TIMOROSO: Diciamo che se incontrate dei colleghi Timorosi, state facendo uno stage non retribuito e non siete soddisfatti delle vostre relazioni sociali… allora avete proprio bisogno di questo blog per non commettere alcun omicidio sul posto di lavoro! I Timorosi sono quei colleghi che hanno il terrore che l’ultimo stagista di turno gli rubi la poltrona sotto il naso. E così il Timoroso non ti aiuta, non ti insegna niente e, ogni volta che è costretto da altri a spiegarti un lavoro, lo fa in modo nebuloso ed oscuro. A questa categoria appartengono, solitamente, dei dipendenti con contratti ad orologeria. Altri sfigati come te che, superato l’empasse dello stage, hanno un contratto col timer e così, insoddisfatti da tempo, si sfogano su di te.
L'IGNORANTE: Chiamasi Ignorante quel collega che ti ignora totalmente. Cerchi di intervenire in un discorso? Ti parla sopra. Organizza una cena aziendale? Non ti invita. E soprattutto non sa assolutamente come ti chiami. A volte, ti chiama con il nome dello stagista che lavorava al tuo posto prima di te. Tutto questo non perché ha qualcosa di personale nei tuoi riguardi, ma soltanto perché ti considera un elemento di passaggio. Gli Ignoranti a lungo andare possono attrarre follie stRagiste, ma mai quanto i Timorosi.
Finora con le mie esperienze di stage sono giunta ad identificare queste tre categorie. Se avete altro materiale umano che mi consente di arricchire l'elenco non esitate ad inviarlo. Avete visto che bella
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che ho costruito alla vostra destra?

Il rito del caffè
Le ferie di Natale sono volate via in un lampo e così eccomi di nuovo sul campo di battaglia. Ore 9.00, immediato ingresso in ufficio. "Buon anno a tutti!", sorriso sgargiante, niente mi scalfirà. Del resto, non ho passato poi un Natale così terribile. E poi, dai, alla fine il lavoro che faccio mi piace, mi occupo di comunicazione, sto in un'azienda piccola dove posso apprendere diventando protagonista di diversi progetti.
Dai, dai, dai… mi sono convinta! Ore 11.15. Pausa caffè. Finalmente il ticchettio robotico della tastiera viene sostituito da suoni di umanità. Durante il rito tribale il clan aziendale si riunisce attorno al totem-macchina del caffè. Ed è qui che familiarizzo con le anime che abitano la piccola società appartenente alla immensa famiglia dei "Legalizzati".
Il capo clan dei colleghi è Eloisa una ragazza con i capelli rosso fuoco, con tre anni più di me, credo. Lei si occupa di contabilità, è dentro da poco più di un anno, ma è rispettata e amata per il suo temperamento deciso. Le fanno spalla Valentina, una trentenne che si occupa di marketing e pubbliche relazioni e la mia mentore-tutor Maria Stella, copywriter senior.
I riti, come quello del caffè, sono comportamenti che definiscono ruoli e delimitano confini all'interno della comunità e così diviene chiaro che la stagista Luce si trova un po’ fuori e un po’ dentro lo steccato che circonda l'azienda in questione. Eloisa: "Certo Luce, beata te! 13 giorni di ferie! E sei stagista!!! Danno più ferie all'ultima arrivata, non c'è più religione!"
Luce: "Bè… ma la mia tutor universitaria mi ha detto che in accordo con l'azienda posso prendermi dei giorni e poi me li ha dati il Capo dei Capi.
" Eloisa: "Sì, sì.. queste ragazzine escono dall'università e pensano di poter fare come vogliono. Sgattaiolano fuori dall'ufficio alle 18 in punto e pretendono anche le ferie".
Maria Stella: "Bè solo al Sud funziona così. Quando ero a Milano era ben diverso, gli stagisti avevano voglia di lavorare, ma qui a Roma si sa com'è…" (dovete sapere che Maria Stella è razzista).
Luce: "Sì, ma io non sono retribuita…"
Eloisa: "E certo! Sei qui per imparare, mica per arricchirti!".
Ore 17:30. Ho voglia di una strage. Arggggghhhhhhhhhhh. Giuro che se stasera scopro di aver vinto la lotteria, domani torno qua e gliene dico quattro a queste tre. Arghhhhhh. Sta anche grandinando!! Non è giusto! Mezz'ora prima di uscire… A no, mi viene in aiuto Valentina con un trillo di Skype: "Ciao bella. Potresti farmi questo lavoretto prima di andare via? 25 pagine da tradurre in inglese per te." Per quando avrò finito, la grandine avrà smesso da un pezzo di sgranocchiare l'asfalto. Respira. Respira.











