Stage o StRage? Il Blog della Stagista
Ai Caraibi
Quando Adolf non c'è i topi ballano. E così oggi, in tutto il mio fare da ratto, sono entrata in ufficio con un mezzo sorriso. Il nostro povero (non di tasca) Führer se ne è andato in vacanza ai Caraibi e anche per noi, grazie all'Onnipotente, è arrivato il momento dell' Attentiiiiii!! RIIIIPOSO.
Questo non significa che gli Stragisti non devono lavorare, ma che anzi continuano a produrre mentre tutti gli altri fanno finta. Nell'azienda I Legalizzati n.1 siamo 4 stagisti, 3 donne e 1 maschione, nonostante la company conti solo 10 dipendenti.
Durante l'assenza del Capo dei Capi noi saremo impegnati in un lavoro di gruppo, una mega presentazione che illustri i servizi che I Legalizzati n. 1 è in grado di offrire alle aziende. Questo compito, tra la pratica e la socializzazione, mi ha permesso di scoprire che:
- la stagista n. 2 sogna di fare la ballerina e ritiene sia più facile svoltare realizzando questo desiderio, piuttosto che facendo fruttare la laurea;
- la stagista n. 3 lavora il venerdì e il sabato al pub perché i suoi le hanno detto che non ce la fanno più a pagarle la stanza a Roma e se non trova un lavoro serio entro l'anno se ne deve tornare a Trani;
- il maschione ha un esame domani, ma non ha studiato un tubo perché trascorre 8 ore nell'ufficio di Adolf che, in questo momento, se ne sta con una noce di cocco in mano, dall'altra parte del mondo.
La stragista n.1, che poi sarei io, vorrebbe invece un kalashnikov, anche se non lo sa usare. E lo vuole proprio nel momento della pausa pranzo quando, per la prima volta, salta fuori l'argomento "stage".
Stagista n. 3: "Luce spero di trovare un lavoro presto finito questo stage. Cosa ci torno a fare a Trani? Non ci sono molte opportunità nel nostro settore… E poi non me la sento di accettare un altro stage non retribuito, non posso davvero permettermelo!"
Eloisa: "Ma ragazze! Siete il fior fiore della gioventù! Un po’ di forza d'animo!"
Luce: "Bè quella non manca… ci servirebbe solo una retribuzione! Questi stage gratuiti ci hanno stancato!!! Bastaaa"
Eloisa: "Bè io non ho mai fatto uno stage non retribuito. Sono stata fortunata, uscita dall'università ho trovato lavoro in un mese, con un contratto a progetto. Io sono d'accordo con gli stage… alla fine ti fanno inserire facilmente in un contesto lavorativo, così mentre studi apprendi "da dentro", "in pratica", tutto ciò che leggi sui libri…"
Maschione: "Sì ma 8 ore, senza retribuzione… sono un po’ troppe! E difficile riuscire anche a studiare e magari lavoricchiare…"
Eloisa: "Siete ancora troppo piccoli per capire… purtroppo l'università non è per tutti…"
Noi abbiamo praticamente l'età di Eloisa. Certo che però con un bel buco in testa sembrerebbe più grande e forse riusciremmo anche a capire da dove la piglia tutta questa saggezza ☺

King Arthur
Quando andavo all'università la cosa che più mi piaceva era assistere alle lezioni. Ascoltare i professori, partecipare ad un dibattito di un certo spessore culturale mi faceva sentire parte di un'elite pensante.
Oggi invece il massimo delle dispute di cui mi ritrovo accidentale ascoltatrice sono di questo tipo:
Eloisa: "Hai visto che tette enormi quella del Grande Fratello?
Maria Stella: "Io se avessi il coraggio me le rifarei tali e quali… devo solo superare il terrore dell'operazione. Luce ci hai mai pensato?? Ti starebbe bene una quarta bella abbondante…"
Oppure
Maria Stella: "Oh…Non sapete che culo una mia amica!! Con 15.000 euro intascate da un sindacalista è entrata alle Porte Italiane… magari lo proponessero a me!!"
Eloisa: "Davvero!!! Io chiederei immediatamente un prestito a mio padre, altro che Porte, quelli sono Portoni… lavori 6 ore al giorno, fai poco e niente e hai il posto garantito. Ma non può rimediarlo anche a te ??? Eeee… magari a me, perché no.… Luce tu che ne dici??"
Una delle prime lezioni da cui sono uscita con l'umore storto è stata quella di King Arthur. Questo prof si è presentato bassetto e con una t-shirt da No Global. Non si è seduto in cattedra, ma si è messo a gironzolare tra i banchi con fare disinvolto e paritario.
"Cosa volete fare da grandi?" è stato il suo approccio.
Io non ho mai replicato alle domande dei proffi, nemmeno quando era indubbia la risposta… figuriamoci se potevo mettermi a parlare con questo tizio mai visto prima che tutto pareva meno che un accademico.
"Zzzzzz… zzzz… zzz…." Probabilmente il resto della classe la pensava come me. L'unica a rispondere alla sua domanda sembrava essere una lampada a neon mezza scassata che sognava in futuro di diventare una fastidiosissima zanzara.
"Vabbene…Ho capito… Chiedo io.." spiegò il prof tra il sereno e il rassegnato.
"Alzi la mano chi vuole occuparsi di pubblicità."
Ed ecco lì una decina di mani alzate, tra le altre anche quella del tipo occhialuto del terzo banco. E chi l'avrebbemai detto??? Per me lui ha sempre avuto la faccia da sociologo…
"E chi invece vuole occuparsi di comunicazione sociale?"
Qui solo Robertina ha alzato la mano. E il prof le ha lanciato immediatamente un occhio sorridente addosso.
"E invece c'è qualcuno che vuole diventare giornalista?"
Circa 20 palmi sono volati via per aria, quasi a mimare un "alleluia –alleluia- è arrivato il nostro momento".
"Bè ragazzi sappiate che se non siete figli di un giornalista o di un politico, difficilmente farete i giornalisti. Purtroppo è un mestiere molto complicato."
Io non ho alzato la mano a nessuna delle domande, perché questo Arthur non mi convinceva proprio e, aquanto pare, facevo bene. Come si permette di trattarci così? Pensa che siamo scemi? Noi studieremo, faremo, diremo, mica avremo bisogno della raccomandazione!! Guarda un po’ 'sto King Arthur… fa tutto il No Global e poi… ci dice che ci dobbiamo far raccomandare!!
Alla fine questo King un po’ l'ho seguito e un po’ me lo sono ritrovato tra i piedi e… sono arrivata al senso del suo discorso e alla sua verità.
Il giorno della mia laurea, in veste di relatore, si è presentato ai miei genitori che non sono né giornalisti, né politici, ma operai ormai in pensione. "Vostra figlia avrà una luminosa carriera…".
Vabbè che mio padre è vestito in giacca e cravatta, ma King ti sembra un onorevole?? Mica siamo venuti con l'auto blu, che ti credi??
King Arthur mi ha lanciato lì un'altra delle sue provocazioni e mi ha costretto a lottare ancora.

A bordo del 13 bis
La mia vita da stRagista ha inizio alle 6.45 quando rantolando mi trascino alla fermata del 13 bis. Di solito ad aspettarlo ci sono io, un ragazzetto sui 17 anni con lo zaino in spalla e una coppia di filippini con un bambino logorroico.
Ogni mattina è una storia diversa. A volte l'autobus spacca il minuto, altre si fa attendere una buona mezz'ora, altre ancora lo vedo allontanarsi dalla fermata e, tra me e me, invento almeno 10 buone ragioni per non corrergli dietro (mi risale la colazione/ne passerà presto un altro/mi fa male la pancia/oggi ho la luna storta/arrivare tardi è una piccola forma di ribellione/posso inventarmi un mega incidente/mi si scompigliano i capelli/se inizio la settimana così, mercoledì ho sterminato tutto l'ufficio/Adolf farebbe lo stesso/non è che siccome non porto i tacchi, allora posso sempre inseguire gli autobus in corsa).
Tra un mesetto romperò questa routine. Il ragazzetto continuerà ad andare a scuola, i filippini si dirigeranno a lavoro e io, invece, darò buca all'appuntamento. E la causa non sarà un'auto di grossa cilindrata che piazzerò sotto il deretano, bensì la fine del mio periodo di stRage.
Nel frattempo però mi godo il viaggio.
Sul 13 bis se ne vivono di storie e si incontrano anche tanti strani personaggi (un giorno vi parlerò dell'Uomo con il coltello o del Cane che Occupa Un Posto a Sedere). In uno spaccato di Periferiland si leggono i medesimi volti stanchi degli operai italiani e stranieri, la puzza di cipolle dei fagotti per il pranzo, il piercing labiale delle coatte e il chewing gum tartagliato dei "pischelli" dell'istituto tecnico industriale.
Dal finestrino arriva dritta dritta un'altra giornata. Adolf, Maria Stella & Co. mi aspettano per rubarmi il tempo e io mi obbligo a non sprecare quello che rimane per me. Leggo, ascolto musica e inganno il traffico e i suoi vincoli. E che vincoli!!! 20 minuti per percorrere un chilometro… arghhhhhhh! Ma da abitanti di Periferiland questa è la nostra sorte: dobbiamo dimostrare con tutta la nostra tenacia se davvero vogliamo accedere al Mondo Incantato della Produzione o rimanere dei reietti.
Alla fine io ce la faccio e taglio il traguardo. Scendo alla fermata prima del capolinea e prendo un altro mezzo. Stavolta il viaggio è più corto, solo una quindicina di minuti e, lusso dei lussi, in corsia preferenziale!!!! Non ci vuole un sociologo esperto per dire che la popolazione che abita questo bus è diversa, più variegata, o meglio.. non è così uniformemente sovrastata da un alone grigio di sfiga come quella del 13 bis!
Conclusa la traversata sociale, mi parcheggio in ufficio. Anche qui mi metto in coda, tra limiti e doveri, in attesa di una nuova scalata che mi porti lontano da Periferiland. Anche oggi tanti giornalisti da richiamare e implorare (vi prego!! Pubblicate!! Fate finta che sia una notizia!)
… ma se lo immagineranno questi che stamattina io ero sul 13 bis??
Alzo gli occhi al soffitto in cerca di una risposta, ma vedo soltanto un cerchio di luce scura che mi cinge la testa…sarà sfiga?

Il capo dei capi
Cari amici,
oggi vi voglio parlare di un personaggio che allieta le mie giornate da almeno tre mesi. Il suo nome è Capo dei Capi, per gli amici Adolf per la leggera somiglianza nell'accento e nell'andatura al ben più noto sterminatore.
Il primo incontro tra me e Adolf è avvenuto in un caldo pomeriggio di Ottobre nella sua super stanza di ufficio. A convocarmi presso la scrivania di ciliegio, Maria Stella che, dopo un attento e insidioso colloquio telefonico, mi ha ritenuto degna dell'appuntamento.
Adolf: "Attentiiii!! Signorina si sieda.
Io ora spiegare quale essere obiettivo di azienda Legalizzati n. 1. Noi occuparci da tanti anni di comunicazione, eventi e marketing. Noi essere veri esperti del web. Noi volere giovani intraprendenti per lavorare con noi. Lei essere intraprendente?"
Luce: "Bè sì…. Mi sono laureata da poco… ho fatto diversi stage e sarei proprio contenta di mettere in pratica finalmente tutto quello che ho studiato."
Adolf: "Ma lei perché scegliere Scienze della Comunicazione? Perché essere più facile, perché essere più corto?"
Luce: " No, ho la laurea specialistica per cui nessuna scorciatoia, ho studiato per 5 anni. L'ho scelta per inseguire le mie passioni. Mi piace molto scrivere ed è stata questa la motivazione che più mi ha spinto ad intraprendere questo percorso."
Adolf:"Iààààààà signorina. Allora io poter usare lei per ufficio stampa, se a lei piacere così tanto scrivere. Da noi stage si fa non per fotocopiare ma per imparare. Lei se diventare indispensabile io prendere lei per lavoro dopo stage."
Luce: "mmmm…. Ottimo!" (mmm… molto perplessa sul termine "indispensabile"… forse devo uccidere gli altri dipendenti per la serie "Highlander, ne rimarrà soltanto uno, l'Indispensabile"?????)
Adolf: "Io dare qualcosa a lei sottobanco, se io prendere lei a stage. Ok? Se lei garantire sua disponibilità immediata, io fare sapere lei entro lunedì".
E la tanto attesa chiamata è arrivata anche prima del dovuto. Era Venerdì.
Oggi è mercoledì e io, trascorsi tre mesi, sotto il banco non ho visto passare niente, a parte tre banconote a Natale (era un regalo del tipo a –Natale-a –Natale-si-può-fare-di-piùùùù??? Bohhhhhh…)
E, diciamolo, ho smesso anche di lottare per il posto da Indispensabile, visto che, a quanto pare la Grossa Grisi sta rendendo superflua anche la stessa esistenza dell'azienda Legalizzati n. 1.
Nonostante il disfacimento dell'imperetto creato, Adolf persevera in tutte le sue routinarie (e forse rovinose?) abitudini.
Adolf non sa bussare alla porta dell'ufficio, né annunciarsi al citofono, né tanto meno girare la chiave nella toppa. Adolf quando arriva deve farsi sentire e così si spiaccica (stile mosca tzè- tzè) contro la porta a vetri, attendendo qualcuno che gli vada ad aprire.
Adolf non saluta, mugugna. Puoi dire "Buongiorno" con un sorriso a 365 denti, uno per ogni giorno vissuto dell'anno, puoi dire "Salve" in tono amichevole e bonario, o limitarti ad un professionalissimo e servile "Felice arrivo, mio grande capo", il risultato sarà sempre lo stesso: "Grunt", "Scrrr", "Uhm".
Oggi ero su Skype. Il Capo dei Capi si è illuminato sulla barra delle applicazioni in tutta la sua onnipotenza.
Adolf_skype:"Ciao L. Puoi dire oggi dove essere usciti con comunicato su pellicce di lupo?"
Luce_skype: "Ciao Capo dei Capi, siamo usciti sulla testata nazionale Pressa. Hanno copiato e incollato il comunicato, senza apportare modifiche, non si sono nemmeno preoccupati di verificare i nostri (falsi) dati".
Adolf_skype: "Brava L. Grazie L."
Ma perché nemmeno si spreca a scrivere per intero il mio nome? Eppure è così corto? Sarà la sua netiquette? Sarà l'sms language, emoticons e ☺ :-/ ☹??? Boh. Comunque dai, mi è arrivato almeno un "grazie". Sarà questo il famoso sottobanco???

Lupi in pelliccia
Durante il mio RIN-TIN-T.I.L.(Tirocinio di Inserimento Lavorativo) sto sperimentando diversi tipi di attività. A parte fare fotocopie, pulire data base da informazioni errate ed eseguire lunghe traduzioni in inglese, sto svolgendo anche alcuni compiti che mi fanno spremere le meningi e che mi ricordano che c'è un motivo (almeno uno) per cui sono qui: imparare qualcosa di nuovo.
Il compito a cui mi sono appassionata di più è quello di fingermi addetta stampa professional. Scrivo testi pubblicitari travestiti da comunicati stampa, li invio indistintamente al ricco database che ho a disposizione (dalla giornalista vip di Res pubblica a quella più sfigata di me che scrive per il Corriere dei non-lettori) e poi mi metto al telefono.
Tu-tuuuu-tu-tuuuu… attaccata al ricevitore inizio ad immaginare chi ci sarà all'altro capo del filo. Un cronista d'assalto che non si fa scrupoli pur di ottenere la notizia che gli serve? Un redattore annoiato da anni di duro lavoro al servizio del cittadino? O ancora, un caporedattore temuto e rispettato che morde i fatti, li mastica e li rimette in pagina?
"Redazione di Kill us, buongiorno"
"Buongiorno! Sono Luce Stragista e chiamo dall'azienda "I Legalizzati n.1". Potrei parlare col signor Giov Ilgiornalista?"
"Certo. Sono io, mi dica."
"Salve. La chiamavo perché proprio oggi le ho inviato un interessantissimo comunicato sull'utilizzo da parte della nostra generazione di pellicce di lupo selvatico. Sa, ben il 75% delle ragazze dai 15 ai 23 anni desidererebbe una pelliccia di lupo selvatico, mentre il restante 25% già ne possiede una."
"Mmmm.. davvero interessante."
"E sì, poi consideri che, secondo l'inchiesta del nostro cliente, entro l'anno almeno 1.500 lupi selvatici saranno abbattuti per fare delle bellissime pellicce nere, grigie, a pelo lucido od opaco, così da rispondere a tutte le esigenze… Per scoprire i diversi modelli a disposizione visiti il sito www.lupinpelliccia.it"
"O sì, prendo un appunto, lascerò detto."
"Gentilmente signor Giov, se pubblica la notizia mi avverte??? Così potrei inserirla nella rassegna stampa quotidiana…"
"O certo Luce. Sa io ora non glielo posso dire con certezza se gli daremo spazio, io sono solo uno stagista e mi occupo esclusivamente di rispondere al telefono. Non ho potere decisionale in merito".
"Ah…Mmm.. Capisco… bè… anch'io sono stRagista. Allora in bocca al lupo!"
"Ancora mi fa pubblicità?? Eh eh eh eh…Gliel'ho detto non decido io sulla pubblicazione dei lupi in pelliccia eh eh eh!" Se la ride Giov Ilgiornalista, per gli amici Giov Lostagista"
"No, no, era un in bocca al lupo per il tuo stage, non c'entrano niente le pellicce!!!"
"E allora, crepi il lupo che, a quanto pare, è destinato a crepare!"











