Stage o StRage? Il Blog della Stagista

Curriculum Stagista

Cari amici StRagisti,

oggi vi parlerò del modo più efficace per scrivere un Curriculum Vitae Stragiorum. Bando dunque ai consigli tratti dal noto manuale "Curriculum da laureato? Curriculum cestinato! Jobsvacant Editori Arricchiti Riuniti" e occhio alle dritte, testate sul campo, di Luce StRagista.

Regola numero 1
: Mai iniziare il civvù citando le esperienze di studio. Spesso i cacciatori di tester non considerano questa sezione, nemmeno se avete preso la lode, il bacio accademico e il Master alla Bomboni. Piccola nota aggiuntiva per i laureati in Esseddicì: fingetevi appartenenti ad un'altra Facoltà per evitare domande irritanti sulla vostra scelta di indirizzo di studio.

Regola numero 2:
Anche se avete già fatto 5 stage e siete fieri di aver superato questo momento eroico della vostra vita, non elencateli tutti. I Legalizzati o I Sinceri Riuniti di turno potrebbero porvi un'innocente domanda: "Come mai nessuno di questi stage si è concluso con un'assunzione?"
A quel punto sentitevi pure autorizzati ad autoesplodervi, a vendicarvi con riti Voodoo o più semplicemente a… incassare, in vista di un'azione StRagista.

Regola numero 3: Non indicate nel curriculum vitae stragiorum qual è il vostro stipendio attuale: non vi escluderà da proposte di Stage Aggratise, ma potrebbe tenervi fuori da Aste al Ribasso a cui può essere sociologicamente interessante partecipare.

Regola numero 4: Inserite in coda i vostri interessi personali, gli hobby e le esperienze rilevanti. Uno stagista che fa volontariato può essere ancora più propenso ad offrire le sue prestazioni gratuite all'azienda. O ancora, chi meglio di una ragazza che per 3 mesi ha fatto la barista a Londra può preparare caffè a capi e colleghi?

Regola numero 5: Non dimenticate, nel rispetto della legge sulla privacy, di autorizzare l'azienda al trattamento dei dati personali e… allo sfruttamento dei vostri diritti sociali. Anche se, ultimamente, su questo aspetto vige la Common Law, una tradizione non scritta che si tramanda di Stagista in Stagista.

In bocca al lupo a tutti!

 

La Commissione Giudicante

 

Era da tempi immemori che non avevo la lingua appiccicata al palato come una figurina. E' una reazione chimica che mi capita ogni qualvolta ho l'ansia da prestazione (e per fortuna non sono un uomo).

L'appuntamento per il mio concorso è fissato alle 10.00, ma io, con il mazzetto di fotocopie sotto al braccio, arrivo in anticipo.

L'atmosfera è simile a quella di un esame universitario, con la differenza che è totalmente assente la solidarietà del Collettivo Ricreazione Libera.

Così il protocollo 086644 mi guarda in cagnesco, mostrando i canini. Il successivo, lo 086645, la prende larga e mi dice di non ripassare poco prima della prova: secondo gli psicologi dell'apprendimento confonderebbe soltanto le idee.

Sono le 10.20, ma ancora nessuno ci convoca. La Commissione col posto fisso è serrata dentro una saletta. Li sentiamo prima ridere, poi spostare sedie, poi parlottare e infine zittirsi in un silenzio atroce.

Io sono preoccupata. Devo essere a Palazzo Kabul quanto prima e mi trovo dall'altra parte della città e, come se non bastasse, la mia coscienza da Pre-gettista mi impone di dare il massimo per questo concorso.

Alle 11.00 in punto esce una signora occhialuta e  vuole immediatamente documenti e firme di tutti i protocolli presenti. Ha un capello liscio, lucido lucido, da spazzolare. Le facciamo spazio con reverenza.

"Vossignoria prego"

"Sua maestà vuole un caffè?"

"Usate Sloreal? Non oserei dire di aver visto prima una capigliatura così scintillante "

"Accomodati qui, ti cedo il posto" azzarda il protocollo 086649.

Tutti gli altri protocolli si stizziscono. Sarà 086649, il prescelto? Sarà il nipote dell'Assessore? Il sospetto balbetta in ognuno di noi.

Sono la seconda della lista e così, dopo una quarantenne che snocciola uno per uno tutti i commi della comunicazione pubblica, è il mio turno.

"Luce StRagista, prego."

Come indicato dalla presidentessa con chioma fluente estraggo dall'ampolla il quesito.

Con la lingua che tende ad arrotolarsi e le mani sudaticce, dico tutto quello che mi viene richiesto e, non appena giunge il momento, estraggo la mia idea brillante: il social web ultra-tech per la PPIA'.

Chiedo di infilare la mia chiavetta uessebì per presentare il mio progetto e la tizia accanto a chioma fluente è preoccupata. USB=UFO? Cos'è questo oggetto non identificato?

Procedo a braccio.

Nel giro di 13 minuti è tutto finito e mi lasciano andare.

Chiudono le porte e parlano di Luce StRagista, dei suoi 13 minuti di palcoscenico, del suo curriculum, delle porte informatiche che o si aprono o si chiudono. Sarà adatta per "Prego signora dica… avanti il prossimo"? Saprà sopportare un anno di co.co.dè?

 

Stagista davanti alla Commissione

Concorso pubblico per la stagista

Se i genitori della mia generazione "figlia" avessero potuto esprimere un desiderio per la propria prole non avrebbero battuto ciglio. Avrebbero rinunciato a vederci col tocco in testa, avrebbero volentieri ceduto a qualcun altro un posto nella casa del Grande Fardello, addirittura sarebbero stati in grado di accettarci gay e senza fede al dito. Ma all'unanimità, di certo, vorrebbero per noi un  posto di lavoro a tempo indefinito (per-tutta-la-vita-finchè-morte-non-ci-separi) in un'amministrazione pubblica. Non importa quale. Basta che sia una e che sia statale, con tanto di stemma con foglioline antiquate.

E così li vedi dire al panettiere: "Signora Rosa, so che sua figlia lavora al Comune. Lo sa, anche mia figlia si è appena laureata… so che cercano gente che si occupi di comunicazione in quell'amministrazione…".
O ancora peggio si affaccendano per farti recapitare a casa il manuale del perfetto vigile urbano o gli inutili beta-test degli Editori Arricchiti Riuniti.

Fortunatamente i miei genitori non sono mai stati così. Forse perché sanno che vado per la mia strada, forse perché sono una StRagista o, più verosimilmente, perché ritengono che per occupare un posto statale ci voglia la raccomandazione. E noi a Periferiland non conosciamo nessuno. La figlia del panettiere, dalle nostre parti, è agli arresti domiciliari per aver rapinato, lo scorso anno, il Pum.

Stavolta però ho deciso anch'io di fare la figlia modello e di plasmarmi sulla base delle aspettative di un padre-tipo e di una madre-tipo che vivono, non so, alla Sgarbatella.
Ho preparato il mio curriculum in formato paneuropeo e intergalattico e l'ho corredato con una domanda debitamente compilata e creditamente firmata. Ho spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno, senza aspettarmi nessuna raccomandazione sulla via del rivenire.

Ma l'inesperienza da StRagista mi ha seccato anche questa volta. Sembra che anche i posti pubblici non siano più così dorati, come quelli di tanto tempo fa. Mi sono candidata per un posto da co.cco.dè in un'amministrazione: un altro ossimoro stagista. Non esistono più le mezze stagioni. Si stava meglio quando si stava peggio.

Concorsi pubblici

Heil-Hitler Phone

Oggi Adolf mi ha chiamato al rapporto al suo tavolo di ciliegio. Dovevamo realizzare una presentazione per convincere il cliente Vendocultura ad acquistare un po’ di fumo da noi.

"Tu Luce dovere preparare grafico che illustra che con nostra comunicazione, Vendocultura potere avere molto più studenti. In periodo di Grisi studente crede che con attestato lui potere trovare lavoro. I gggiovani devono comprare corso di formazione perché convinti da nostra brava comunicazione, così loro avere  tanta speranza. Chiaro?"

Yesss.

"Business della formazione essere semplice. Stessi costi fissi, alto guadagno. Più studenti essere per ciascuna classe, più Vendocultura può guadagnare. Tu dovere creare bel copy. Non so…Più lo studio paga, più il lavoro appaga… oppure… Histudium, magistra laborum…" vaneggia Adolf.

Un po’ perplessa rifletto sul nuovo copy di Vendocultura, il sapere in offerta al mercato della verdura.

"Luce perché fare quella faccia? So che essere contro tua etica, ma tu essere molto giovane e ingenua. Che credi che io ho visto tua laurea quando tu venire per prima volta qui? Io visto tue capacità e basta. Oggi la laurea prendere tutti, ma speranze avere in pochi. Cosa pensi? Si può apprendere più da un anno di studio all'università o da un anno di lavoro in azienda?"

Drriiiin- driiiiiiiin- drrrriiiiiiiiiinn. Squilla l'Heil-Hitler Phone di Adolf e mi salva da una domanda amletica.

Ne approfitto per sciogliere le righe e tornarmene in postazione. Nonostante tutto, vedo i fiorellini

Fuori dall'ufficio mi aspetta Jacopo e la nostra nuova relazione. E in più, tra pochi giorni, ho un concorso pubblico: il sogno di ogni mamma italiana così elegantemente anni '50.

La speranza è proprio l'ultima a morire. Noi bebè, invece, abbiamo vita lunga.

 

 

Il telefono di Adolf

Buon Natale!

Cari amici stagisti e pre-gettisti,

oggi sono uscita con Jacopo per fare i regali di Natale. Sapevate che un paio di jeans può arrivare a costare anche 279 euro? Sono rimasta scioccata. Forse anche Jacopo, era abbastanza di malumore.

Siamo andati di corsa al centro commerciale, subito dopo il lavoro.

Abbiamo simulato la battaglia navale per incastrare lo shopping nei giorni considerati "bollino verde", quelli senza gentaglia imbizzarrita che va a fare provviste.

Il mio migliore amico ha smozzicato solo alcune frasi.

-       Non è possibile, troppa coda –

-       Costa troppo –

-       I commessi lavorano fino alle 22.30, ma è legale? –

-       Filiberto non era fatto per te –

-       Vaffanculo, sempre gli stessi libri mettono in vetrina –

Lo vedo proprio strano. Bah.

Andiamo in macchina.

C'è una cosa che deve dirmi. E' parecchio nervoso.  Se fosse un'amica, penserei ad un doloroso ciclo mestruale, ma dato il caso, la vedo impossibile.

Borbotta, si schiarisce la voce e poi… incomincia.

"Io e te siamo grandi amici, no?"

Beh si, ma dove vuole arrivare?

"Allora dobbiamo dirci tutto, no?"

Ora inizio ad agitarmi anche io.

"Beh un mese fa ho avuto voglia di baciarti."

Un mese fa? Che giorno precisamente? Chissà dov'eravamo, cosa indossavo, a cosa stavo pensando. E ora? E che si fa ora? Si rovina tutto? L'amicizia, i segreti, le confidenze. E ora, e ora?

"E ora?" mi rimbalza fuori dalle labbra.

"E ora non lo so" risponde lui fissandomi e abbandonando il volante a se stesso.

"Guarda avanti" dice la voce della mia coscienza.

E guardiamo avanti. Un anno nuovo sta per cominciare. Auguro a tutti voi di trovare ciò che desiderate. Vi auguro di potervi sentire liberi di scegliere e di esprimere il vostro talento. Soprattutto spero che possiate essere ancora contenti di essere giovani.

Io nel frattempo ho una piccola novità: il prossimo anno mi troverete su www.vitadastragista.it, il mio blog ancora andercostrucciòn. Buone feste e buon anno!



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