Stage o StRage? Il Blog della Stagista

Stagiste Donne

Cari amici stRagisti,

nella mia ormai lunga e forzata permanenza a Palazzo Kabul s.r.l. ho scoperto le mille sfaccettature di Adolf.

So bene che ha una gamba più lunga e una più corta, che dall'orecchio sinistro non ci sente e che è nato sotto la costellazione del Tek, ascendente Tufo.

Ma una cosa che ho scoperto scovando tra le righe e, con il tempo, è la sua devozione al Fondamentalismo Maschilistico. Ricordo orbene quando dichiarò chiaramente a Maria Stella: “Se hai intenzione di mettere al mondo un bebè, preferisco tu muoia sbattendo il pancione sul bidet” ma pensavo fosse una delle sue tante massime goliardiche da Capo dei Capi.

Ero leggermente preoccupata quando faceva gomito-gomito con i Programmatori, i Giardinieri, gli Spidi Bois e tutti i masculi professionisti, commentando tette e culi.

La verità rivelata però è arrivata soltanto quando, in sede di colloquio, ha chiesto ad una donna con la gonna, appena convolata a nozze, di non mettere al mondo figli per i prossimi tre anni. In premio un bel contratto a tempo determinato. Tic-tac. Tic-tac.

In effetti ai posti di comando ci sono solo lui e Pierino, l'idrocefalo. Rigorosamente masculi.
Le altre donne lottano per la passerella della più bella paperella. Mentre Adolf, a mezza bocca, fa commenti sul loro aspetto fisico, come fosse al bancone dell'ultimo dei bar.

Io Luce StRagista No Logo, No Brand, mi rifiuto di portare il mio assorbente svolazzino in fabbrica. Caro Adolf, siamo donne, oltre alle gambe c'è di più.

Come rifiutare un'offerta di lavoro

Cari amici stRagisti,

finalmente l'amato Jacopo ha trovato un nuovo e VERO lavoro. E stavolta non si tratta di uno Stage, né di un Contratto a Pre-Getto, bensì di un Vero e Proprio Contratto da Apprendista Stakanovista.
Oibò, nella vita non si finisce mai da imparare, ma stavolta lo si fa a suon di tredicesima, quattordicesima, malattia e ferie pagate! E, di questi tempi non sospetti, è sicuramente meglio di una pedata in faccia ogni 6 mesi.

Il mio fidanzato ha sostenuto con valore tantissimi colloqui. A cavallo del suo baldo destriero si è presentato a ciascun appuntamento con i consigli da perfetto stRagista stampati alla mente.
Il vestito della tesi l'ha indossato, ha presentato una lunga lettera motivazionale e ha saputo sopportare le domande insulse delle Agenzie Intratterinali.

Alla fine ha portato al regno ben due proposte di lavoro: una a Pre-getto e un'altra, quella vincente, del Contratto da Apprendista Stakanovista.

Con onore e rispetto ha declinato l'offerta a Pre-getto in una società internettiana, nota ai più per le offerte di stage della durata di 12  mesi spesso comparse su JobSola, LavoriCretini & Co.
E anche quello che poteva sembrare un comprensibile passo indietro è stato motivo di nuovi divertenti apprendimenti per noi stagisti.

Qualora vi troviate a dover rifiutare un'offerta di lavoro a Pre-getto che nasconde un modo un po' truffaldino di mascherare un contratto di lavoro subordinato, non abbiate la presunzione di pensare che i Donatori di Lavoro comprendano il vostro comportamento.

Battetevi il petto, piangete tutte le lacrime che avete a disposizione e strappatevi almeno 3-4 ciocche di capelli per aver rinunciato a cotanta onorata collaborazione. Eviterete così il solito Amico Ritrovato che pronuncia le parole che Jacopo ha dovuto ascoltare: “Lei non è stato corretto. Lei ci ha fatto perdere tempo. Non sa che a caval donato non si guarda in bocca? Ringrazi che non mi appello alle Autorità Competenti del Regno per farle adempiere agli impegni presi!”

Menomale che c'è sempre un Amico Ritrovato che porta avanti il duro compito di moralizzare questa aberrante società.

 

Vita amorosa di una stagista

Cari amici stragisti,

oggi vi darò dei piccoli suggerimenti su come affrontare al meglio la vita di coppia nel periodo di stage.
Lavorare gratis per degli Adolf piccoli piccoli o affrontare colloqui con Agenzie Intratterinali genera, di certo, un forte stress emotivo.
Spesso chi ha accanto una/o StRagista, è consapevole di condividere le proprie giornate con una piccola bomba ad orologeria, ma non sempre la consapevolezza è sufficiente ad evitare liti ed incomprensioni.

Se il vostro partner insiste a voler andare a vivere sotto lo stesso tetto, mantenete la calma e presentate una fotocopia autenticata del vostro rimborso spese (compresi buoni pasto, se presenti). Aggiungete copia del bonifico relativo al compenso del contratto a Pre-getto del partner e verificate, a questo punto, le compatibilità con il costo di affitto di una bettola a Roma. Qualora le affinità non siano sufficienti, di sicuro il vostro compagno sarà comprensivo e crederà alla vostra innocenza.

Qualora siate costretti a svolgere lo stage dalle 9 alle 18, a lavorare come insegnante di greco e latino dalle 19 alle 20 e a scrivere testi marchettari per Gugol dalle 22 alle 23, ritagliate comunque del tempo per la vostra dolce metà. Una buona soluzione può essere quella di incontrarsi alle 5 del mattino per il breakfast. Del resto, chi prima comincia è a metà dell'opera.

Limitate i vostri discorsi riguardati lo pseudo-lavoro. Anche se il Capo dei Capi fa mobbing, stalking e stretching stagista, fuori dall'ufficio, solo pensieri in libertà.

Se, infine, avete avuto la fortuna di incontrare un partner ribelle stRagista che vi invita alla stRage e al rifiuto assoluto dello Stage Gratuito, è il caso di prendere in considerazione il suo grido alle armi e seguire la vostra passione.

Lo stage dura 6 mesi e poi ricomincia. Il vero amore è uno ed è per sempre, a tempo indeterminato.

Cuore_stagista

La morte del curriculum Paneuropeo

Cari amici stagisti,

quando navigo su Jobsola, Mostri e LavoriCretini a caccia di annunci per StRagista, Pre-Gettista e Apprendista Stakanovista non posso fare a meno di inviare il mio Curriculum Paneuropeo. Nella sua veste standard, con la sua tabella che ti incella, si rivela perfettamente adatto per fare buzz curriculuming.

Modifico la lettera di presentazione, mettendo in Luce, alternativamente, la mia passione per l'Hula hoop e quella per la musica Hip-Hop.
Pensavo di essere nel giusto, di aver trovato la retta via, copiando, incollando e personalizzando e, invece No.

Nel mio net-work di amicizie ho trovato Pierre, l'Accaerre Specialist che mi ha dato qualche dritta speciale da condividere con voi.
Pierre non è come quelle delle Agenzie Intratterinali, chiuse negli uffici a vetri, dove tutto è maledettamente arancione e dove tutti i testimonial sono ai nastri di partenza di una gara col successo. Se non altro Pierre ci darà degli utili consigli per imparare a comunicare con i Capi dei Capi, i Sezionatori del Personale e i tanti Amici Ritrovati che si incontrano nelle stanza dei colloqui.

Regola numero 1: se sei neolaureato, punta tutto sulle minime esperienze lavorative, ricreative, di volontariato. Saper regalare lavoro è una qualità importante e fortemente apprezzata dai Donatori di Lavoro.

Regola numero 2: Nella lettera di presentazione bisogna scrivere in modo sintetico la propria adorazione per l'azienda per la quale ci si candida. Anche se essa costringe bambini africani a lavorare 10 ore al giorno, anche se compie i test sugli animali, anche se costringe le dipendenti a firmare il patto No Maternità-Lo Giuro-Lo Spergiuro.

Regola numero 3: Udite, udite il formato paneuropeo va eliminato, molto meglio Partenopeo, creativo e canterino. Il Cv deve essere gradevole esteticamente e tale aspetto diventa fondamentale per coloro che, come me,  si candidano per lavori Cretini (da leggersi, futuri disoccupati).

Regola numero 4: Il Curriculum deve rimanere entro le 2 pagine. Bando alle ciance, ordunque. Non crogiolatevi nelle vostre dodici esperienze di Stage, tagliate quelle meno significative, anche se questo significa cestinare tanto sudore sprecato. Magari togliete quel tirocinio in cui vi siete occupati di fare gli uscieri dell'ufficio o in cui avete appreso l'arte della fotocopia fronte-retro.



Per ora Pierre ci ha dato queste dritte, decretando ufficialmente la morte del Curriculum Paneuropeo. La ringraziamo e valuteremo attentamente i risultati e il Ritorno sull'Investimento del nostro tanto ritoccato civvù.

 

 

In viaggio con Adolf

Circa due volte per ciascun anno accade che Adolf decida di vivere, insieme ad uno dei suoi collaboratori, un'avventura a bordo della Pazmobile.

La scusante per offrire un giro sull'ottovolante in pelle umana può essere un incontro con uno pseudocliente o una presentazione che illustri i servizi offerti da Palazzo Kabul s.r.l.

Gira la ruota e, per la seconda volta, tocca a me.

 

Adolf viene alla mia scrivania e a gesti tenta di dirmi: “Domani tu vestire in modo elecante, non come tuo solito stile da clochard made in Periferiland”.

E io annuisco, guardando preoccupata la punta delle mie scarpe da ginnastica.

 

Le leggende che si narrano a Palazzo Kabul s.r.l. e che riguardano le trasferte dai clienti sono infinite. Una volta Adolf ha tirato il freno a mano in curva, un'altra ha costretto Maria Stella a vomitargli addosso, per poi mostrare i residui del pranzo della Manager ai colleghi rimasti in ufficio.

 

Io ho sempre odiato vendere fumo ai clienti. Sono una stRagista Nerd e troppo socievolmente pigra per fare finta di essere un Account che non Count nemmeno un po'. Non ci credo come Maria Stella, non entro nella parte come Adolf. E per questo, per il nostro appuntamento, indosso ballerine sgangherate.

 

Il mondo della Communichesciòn Globalaizzesciòn si muove in direzione Tokyo, New York, Londra o, alle brutte, a Milano. Io e Adolf invece ci inoltriamo nelle stradine campagnole del centro-sud.

 

Il Capo dei Capi ne approfitta e mi chiede di questo o di quel progetto, cosa penso della nuova stagista e poi, se possibile, senza alcuna discrezione e con calcolatrice alla mano, mi fa i conti in tasca.

 

“Ma tu ci vai a sciare?” No.

“Non ti piace sciare?” No.

“Hai mai provato a sciare?” No.

“Ma vivi ancora con i tuoi?” Sì.

“Ma il tuo ragazzo vive con i suoi?” Sì.

“Ma non andate a vivere insieme?” Ni.

“Ma dai i soldi ai tuoi?” Eh?

 

Penso quasi che potrei iniziare a vomitare anche io. Ma in fondo alle mie ballerine ci tengo troppo.

E così, tra un monosillabo e un commento incolore sulle condizioni meteorologiche, arrivo a destinazione.

 

Tanti bla bla, io ti faccio un favore e tu me ne fai un altro: la solita recita del solito braccio di ferro tra golfisti lampadati. Ed usciamo con un mezzo sì alla nostra mezza proposta.

 

Di ritorno si lamenta.

“Ahhhhhh questi figli di imprentitore! Non frega niente di fare guadagno! Questo non avere interesse in business: già contento di quello che ha. Vostra generazione essere proprio bamboccia! Ci sono sempre mamma e papà”.

 

Affondo le spalle nella pelle umana, osservo le sue nocche poggiate sulla marcia automatica e fissando il lettering del marchio del suo vestito da sposo, mi dico che ogni giro sulle giostre prima o poi finisce.

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