Stage o StRage? Il Blog della Stagista

La Stagista sulla strada dello zen

Se il Grande Capo dice di non andare a fare i colloqui la Stagista, di tutta risposta, spamma il suo CV su Aziende Piccole, Medie e Grandi. Multinazionali e esserrelle. Fantomatiche e Affermate. Di scuola Adolfiana e di Scuola Moscabianchiana.Insomma, come si dice dalle mie parti, 'ndo cojo, cojo (= dove c'è una vacancy mi ci tuffo).

E proprio contro la volontà di Adolf, il cellulare della suddetta Luce StRagista squilla per il primo colloquio autunnale.
"Possiamo fissarlo dopo le 18.30? Sa sono a Palazzo Kabul, non mi è concesso prendere permessi per andare a fare colloqui. E sì il mio è un Pre-getto un pochino anomalo…".
Dall'altro capo del filo accettano di buon grado e io mi ritrovo sotto il sole a cercare questo ufficio immerso nella campagna romana.

Due autobus, un treno, ancora un autobus e finalmente sono arrivata. Esattamente davanti al civico 31. Wow, una mega villa immersa nel verde, con tanto di piscina. Certo ha poco a che vedere con la sede di un'azienda tradizionale, ma cosa c'è di normale in questa mia vita da Stagista?!

Mi aprono. Un ragazzo  della mia età mi accompagna dalla cancellata in ferro battuto fino alla porta d'ingresso. Viene per proteggermi dai due cagnoloni che fanno da guardia alla villa.
Dlin-dlon. Una ventata di incenso mi dà il benvenuto in un open space candido. Il boss siede di fronte ad una ragazza girata di spalle, intenta a sostenere il suo colloquio.
Ci sono piccole statuette indiane sulle soglie di marmo e tanti, tantissimi cataloghi di viaggi.
Le poltroncine sono tutte in vimini e rigorosamente bianche. Attendo un po’, con quattro ragazzi che intanto lavorano meticolosamente al piccì, tanto meticolosamente che nemmeno si presentano o salutano.

Ma proprio mentre mi sto annoiando, arriva il mio turno. Il boss ZEN congeda la ragazza con un sorriso rassicurante e mi invita a prendere il suo posto.
"Ohmmmmmmmm. Luce StRagista lei ha un curriculum così soave. Mi racconti, racconti dei suoi studi, dell'equilibrio professionale raggiunto, di quale ricerca interiore la conduce qui al mio cospetto".

E inizio il mio solito discorsetto. Dalla laurea in Esseddici, passando per i vari stage, fino ad arrivare al Pre-getto a Palazzo Kabul s.r.l.

"Ohm. Lei mi sembra molto vicina al raggiungimento della catarsi nel campo del web marketing e della comunicazione online. Vedo anche un certo bagliore di passione nei suoi occhi. E gli occhi, si sa, conducono alla purezza dell'anima. Mi dica, di cosa si occupa nello specifico…"
Qui butto giù la mia giornata tipo, ovviamente omettendo gli istinti omicidi nei confronti di Eloisa, di Adolf e dell'ormai defunta Pedra l'Edera.

"Ohm. Capisco, lei sta raggiungendo l'equilibrio interiore, ma come insegna il grande Siddharta in ogni uomo c'è sempre qualcosa da imparare. Io sono maestro Zen e posso darti il Vero Insegnamento. La Verità della nostra azienda è la formazione. Non basta applicare ciò che si è appreso a Palazzo Kabul. Qui è tutto un altro fluttuare di Energie."
Mi perdo nel discorso del Signor Zen. Capisco che mi vuole formare e questo fa sempre piacere. Ma in che senso? A che prezzo?
"Lei si unisca alla nostra meditazione. Potrà partecipare gratuitamente e  per due mesi alla prova. Rifletterà insieme a noi, scommetterà sui suoi chakra, metterà in discussione i suoi centri nevralgici. E solo a quel punto capiremo se è pronta per  far parte della Verità. Insieme ne scriveremo una nuova che nessuno conosce".

Signor Zen, mi verrebbe quasi da ridere se non capissi che dietro le tue metafore mi stai chiedendo di lavorare ancora aggratise. Ma mi sforzo di rimanere seria e approfondisco.

"Scusi signor Zen, ma io ora riesco a guadagnare 700 euri netti al mese. So che non sono tanti, so che Palazzo Kabul non è l'Eden che voi coltivate, ma lasciarlo per lavorare aggratise.. insomma, non le pare un po', giusto un po’, azzardato?"
Zen mi fissa. Il suo equilibrio è leggermente scosso perché, pur volendo, non sono riuscita a trattenere del tutto una risatina.

"Sorella Luce, se in questo mondo lei vuole raggiungere il Paradiso Interiore deve gettare le sue paure razionali, deve lasciare il suo io interiore libero di passeggiare. In questa società occidentale sono i beni materiali che ci frenano, che ci riducono a piccole formiche insoddisfatte e schiave del Dio Denaro."

Zen si alza, è chiaro, vuole lasciarmi andare.
Ma attenzione ha un piccolo gadget per me.
"Le regalo questa piccola bacchetta luminosa. Ogni volta che rifletterà sulla mia allettante proposta, la luce della mia anima illuminerà il suo tortuoso cammino"

La bacchetta è stata lanciata nella villa verde del signor Zen.
Siete pregati di utilizzare il civico 31 per gettare via i vostri mozziconi di sigaretta.
Grazie.

Quando la realtà supera la fantasia

Vi hanno mai raccontato la fantastica favola del venditore di noccioline che diventa presidente degli Stati Uniti? L'equivalente italiano potrebbe essere il muratore che vince al Superenalotto o la ballerina bruttina ma brava che arriva sugli schermi di AmicInciuci.

Ma attenzione, sul palco della realtà succedono fatti mastodontici.
Può accadere addirittura che una stagista, vessata per lungo tempo da tutor perfidi e ignoranti, prenda improvvisamente la bacchetta del comando e diventi a sua volta la Guida Spirituale di un iniziato al mondo stRagista.

I Capi dei Capi sperano in questo modo di creare quel clima di rivalsa che fa rigare dritto tutto lo Staffe. Lo StRagista Senior, incazzato per aver passato il suo anno a portare caffè, fare fotocopie e pulire database, si rallegrerà di avere lo Scettro del Potere, pur prendendo 700 spiccioli al mese. Il novizio, dal canto suo, avrà timore e reverenza e darà tutto il suo Cuore aggratise per il Senior.
Peccato però che il venerdì sera entrambi, Junior e Senior, si ritrovino a fare i conti con il portafoglio vuoto, davanti al solito pub.

E così dopo Stragista, dopo Stragista a Pre-getto, sono diventata Stragista a Pre-getto Tutora.
Anche se a Palazzo Kabul di tempi indeterminati non ce ne sono più, anche se sarebbe contro la Convenzione debitamente firmata e compilata in triplice copia, anche se… se l'università sapesse… ma tanto nessuno viene a controllare!

Sheila: "Sono fiera di te, hai fatto carriera. Ora possiamo andare al Vippissimo il sabato?"
Jacopo: "Non è che mi puoi raccomandare… non puoi prendere me come tuo stagista?"
Filiberto: "Non ci posso credere… io ti stimo molto, ma non credo tu abbia le competenze. E' come se un bambino che ha concluso le elementari fosse promosso ad insegnante!" (forse Filiberto non è l'uomo per me – è troppo profondo)
Mamma: "Ai tempi miei lo stipendio cresceva con le responsabilità. Nel tuo caso non è aumentato, ma in compenso sono lievitate le tasse! Lo sai che il commercialista mi ha detto che risulti lavoratore autonomo??? Devi pagare di più!"

Sulla carta sono Responsabile Ufficio Stampa. Sulla carta sono lavoratore Autonomo. Sulla carta sono Tutora.
Ma voi mi conoscete, sono Luce StRagista, ho 25 anni e di professione faccio la stagista coccodè.

 

Pedra, l'Edera

Cari amici stRagisti,

sono tornata da una settimana al mio duro e sporco lavoro. Sono l'unica in ufficio. O meglio, siamo io e una piantina di edera che ho lasciato essiccare sulla mia scrivania. Ho deciso di inaugurare il mio rientro sfregiando in qualche modo il luogo di lavoro e ho iniziato dai vegetali. Passerò presto ai minerali, agli animali e ai dis-umani (appena rientrano dalle vacanze).

Adolf mi ha lasciato con una minaccia: "Ho visto che tu chiedere visita medica. Ho visto che tu rispondere a cellulare personale fuori dall'ufficio. Io sospettare che tu cercare altro lavoro. Tu non potere lasciare me scoperto, io volere dare a te responsabilità. Io stimare te e tu non essere contenta? Sarà lotta dura se tu volere mollare me!"

E io ho messo la fascetta, ho indossato la mutanda da sumo e sono salita sul ring. Prima vittima: Pedra L'Edera. Gong!
E mentre la guardo morente poggiare i suoi capelli paglierini, squilla il telefono.
"Palazzo Kabul, buonasera"
"Buonasera… ah già lì è giorno. Io essere in altro Continente, yes, what's, American boys! Cara Luce, tu essere tornata. Come andate tue vacanze? Bene?"
Stavo di sicuro meglio sotto una palma, piuttosto che accanto a Pedra l'Edera.
"Tu non dovere dire niente a me? Ricordare tu ruolo di responsabilità, non potere me lasciare scoperto ora".
No, caro Adolf. E' agosto, non ci sono annunci. Le aziende sono chiuse, solo noi siamo aperti perché tu sei pazzo. Non ho trovato ancora un altro lavoro.
"Bene Luce, io sentire te rilassata, ferie fatto bene a te. Due settimane sufficienti per riprendere anno con determinatzione. Scritto comunicato per lupi in pelliccia stagione autunnale?"

E si ricomincia. A pre-getto, con un Capo dei Capi che non dà sicurezze, ma che pretende di non essere lasciato scoperto.
Se arrivasse adesso la mia occasione sarei la StRagista più felice del mondo. Farei anche la respirazione bocca-bocca a Pedra L'Edera!

Buone Vacanze

Buone vacanze cari amici stagisti e pre-gettisti.

Sto chiudendo i bagagli (con non poca difficoltà) per prendere la rotta verso il mare.
Per quest'anno ho scelto la Spagna, una meta colorata, calda ed economica da raggiungere con il low-cost. O meglio i low-cost.
Nel mio "viaggio della speranza" sono previsti ben 4 scali!
Ma cosa volete pretendere dai protagonisti della mia vacanza?
LUCE, me medesima, stragista pre-gettista
DARIO, ingegnere lava cabine.
JACOPO, pre-gettista speranzoso nel Superenalotto.
SHEILA, architetta disoccupata.
WILMA, laureanda in cerca di avventure.

Il mio campione casuale di neolaureati è abbastanza malmesso. Ma non per questo dobbiamo rinunciare alle nostre ferie. Mica siamo i Reali che rimandiamo le vacanze in segno di rispetto verso chi soffre la crisi! La grossa grisi siamo noi!!

Adolf non mi paga le ferie, ma in compenso si fa una bella vacanza in barca a vela. Spero in una grossa folata di vento.
Dalla guerra quotidiana italiana alla guerra civile americana, mi trasformo in una Rossella O' Hara del 2009 e mi auguro che il mio sentimento (o il grande capo – meglio) vada via col vento.

Ragazzi godetevi le vacanze e portate ovunque la vostra testimonianza stRagista.
Appuntamento alla prossima settimana.

 

Il mito

"I contratti a pre-getto dovrebbero riguardare una forma di lavoro autonomo, ma nella pratica sappiamo che in Italia non è così"
"Lo stagista appena arrivato deve fare i lavori più schifosi. Solo così si capisce se è davvero valido"

La prima frase è della stagista dell'agenzia intratterinale che mi ha fatto il colloquio.
La seconda pillola di saggezza, invece, proviene direttamente dalla brillante mente di Adolf.

Sembrerà strano ma queste due frasi sono collegate tra loro e il filo che le unisce ha un nome e cognome: Roberto Saviano.

Oggi attendevo disperata alla fermata del 13 bis. A fine luglio gli autobus passano meno del solito e il caldo si fa pressante. Ma nella borsa ho "La bellezza e l'inferno" a tenermi compagnia.
Non è una di quelle marchette che faccio a lavoro quando vendo pellicce di lupo selvatico a vecchie rincoglionite. Voglio solo dirvi che Saviano ha dato voce al sentimento univoco che hanno suscitato in me queste due massime.

Da noi tutto viene considerato normale, non viene raccontata la Verità. Anche in contesti formali, dove essa dovrebbe venire fuori perché non ci sono frizzi e lazzi, è coperta dall'aurea della Normalità. E' normale, è da anni così e non può essere diversamente.

Fai la stragista per un anno, lo fanno tutti. Va così se vuoi fare carriera. E' lo so, è dura, non è giusto, ma funziona così.
Il contratto a progetto detta che sei tu a scegliere gli orari di lavoro, non hai vincoli. Il tuo capo però ti uccide se lunedì non ti presenti in ufficio, vero? Bè uccide tutti i coccodè come te.
In realtà non muore nessuno per la Normalità, al massimo si rischia di morire per la Verità.

Dice Roberto: "Spesso, quando gli altri mi parlano dell'Italia con i suoi problemi di disorganizzazione, i drammi burocratici, l'urbanistica sregolata, il traffico che sottrae tempo e vita, come di una parte scadente d'Europa che è pur sempre Europa, è come se sentissi di vivere in un paese che non conosco. Io conosco un Paese dove la vita di ciascuno sconta l'assenza dei principi primi. Decidere di non emigrare. Decidere di chiedere uno straordinario senza venir licenziati, decidere di aprire un negozio senza doversi orientare automaticamente su determinate forniture, decidere di prestare la propria testimonianza senza temere ripercussioni. Poter lavorare ad un'indagine senza aver contro l'intera regione. Ciò che sembra assodato altrove, ciò che è sancito per diritto, meccanismo cui si accede per default come direbbero gli informatici, qui non ha valore"

E Saviano sta rischiando la vita per aver detto la Verità. Dire che la camorra non è la normalità a meno di 30 anni, vuol dire fare un grande passo per tutti i giovani della mia generazione.

Il mio mito non è la velina rossa, il mio idolo non è il Grande Capo che di notte si infarina il naso e di giorno vende fumo. Il mio mito è Saviano che rappresenta la Verità.
"Una verità detta in solitudine non è altro che una condanna in molta parte di questo Paese. Ma se rimbalza sulle lingue di molti, se viene protetta da altre labbra, se diviene pasto condiviso, smette di essere una verità e si  moltiplica, assume nuovi contorni, diviene molteplice e non più ascrivibile solo a un viso, a un testo, a una voce".
Saviano, classe 1979. Solidarietà a Saviano.

 

 

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