Stage o StRage? Il Blog della Stagista
Fuga dal call center
Cari amici, la redazione di Showfarm mi ha dato la possibilità di fare un paio di domande a Federico Rizzo, il regista del bel film indipendente “Fuga dal call center”. Ovviamente non potevo esimermi dal fare qualche domanda sul precariato e sulla situazione degli stagisti. Buona visione e grazie a Federico per la sua disponibilità!
Merdadent, prevenzione quotidiana
Mi accorgo del fatto che siamo in periodo elettorale dal cambiamento del volto di Periferiland. Una vallata abusiva di mondo viene riverniciata a nuovo con facce che non l'hanno mai calpestata. C'è il sorriso Merdadent che si tiene sulla spalla la giacca alla Giorgio Cluney, c'è gente che trascina parole in libertà vigilata, c'è addirittura un tizio che annaspa a quattro zampe, stile cane in cerca d'amore.
Nonostante i Manyfesti (pure troppi) elettorali, a Periferiland il 13 bis si fa aspettare sempre i suoi buoni 40 minuti e siamo ancora in attesa dello stupro per arrivare a spendere i due spiccioli che ci portino un lampione. Ragazze periferalandine suvvia, qualcuna si sacrifichi per la madre terra!
Ma io, in quanto Luce StRagista, sottoposta da tempi ad angherie, non mi scoraggio e affronto l'Europa tutta di un petto (una seconda scarsa, ma molto agguerrita). E così mi ritaglio del tempo per vedere che cosa questi uomini da poster Take-That hanno da dire.
C'è chi mi invita a cacciare tutti i rumeni da Periferiland, non sapendo nemmeno che ci sono solo polacchi, filippini e albanesi, ma evidentemente questi popoli sono un po’ retrò. C'è chi, d'altro canto, mi propone di votare per la cultura, regalando i posti da dotti laureati soltanto a quegli eruditi dei propri amici e parenti.
Mi desiderano da una parte, mi cercano dall'altra ed ecco che, all'improvviso, pure una stagista che guadagna 400 euri al mese diventa importante, capace di intendere e di volere!
Cara Europa, lancia una direttiva-invettiva e liberami da Adolf e dai suoi turbamenti. Salvami da questi politicanti e proponi uno stage di 6 mesi (rinnovabile) anche per loro. Offriamo formazione, possibilità di lavorare in un ambiente giovane e dinamico, ma soprattutto li indottriniamo con i rudimenti di comunicazione pubblicitaria.
Il primo insegnamento della tutor Luce StRagista è il seguente: non avrai altro interesse all'infuori di me. O meglio. Per una volta, ti occuperai dei giovani, dei neolaureati, degli stagisti. Sì, proprio degli stagisti.
Oibò, era solo un sogno. E' tardi. Devo andare in ufficio. Chiavi, telefonino, due biscotti da mangiucchiare alla fermata del bus. Chiudo il cancello e mi avvio verso un nuova giornata.
Intanto respiro la sana aria di Periferiland che tutto fa sognare.

Stretching stagista
"Ma con chi pensa di avere a che fare, con gente che viene dalla strada? Adolf non sa da che famiglia vengo io! Ci metto un attimo ad alzarmi ed andarmene, poi voglio proprio vedere!"
- Inizia bene la settimana a Palazzo Kabul - penso mugugnando un buongiorno rivolto a Maria Stella, della nobile casata della Superstrada.
"Eh buongiorno! Se fosse un buongiorno! Ho dovuto lavorare anche di sabato, cara Luce, e non riceverò alcun compenso per queste ore di straordinario" sputacchia nervosa la mia tutor-neocontessa.
E da quando in qua sono la confidente di una nobildonna? Forse spera che in preda ad un impulso di riverenza io possa abbracciarla, darle delle parole di conforto o improvvisarmi clown scacciapensieri. Niente di tutto questo.
"Luce, ora tocca a te subirtelo, però. Ti avverto, Adolf è nervosetto. Mi ha chiesto di dirti di inviargli una relazione dettagliata dell'ultima campagna pubblicitaria."
Semplicemente a Maria Stella basta sapere che, pur essendo una tutor sfruttata, non sarà mai una stRagista sfigata come me.
"Mi raccomando" precisa "vuole l'indice pps, la spesa pivùpi, il costo netto trittitì e i contatti blablabla"
Eh?!? Non ho capito un'acca di quello che mi ha detto. Forse Maria Stella non sa che noi populus vulgaris non conosciamo latinismi. Ma vado sicura: Adolf mi ha sempre detto che per qualsiasi cosa che non capisco o che non sono in grado di fare, posso rivolgermi alla mia tutor.
"Inizio a scriverla e poi te la mostro… perché sai non ho mai elaborato una relazione di questo genere, con questi dati. Potresti farmi il favore di controllarla?" accenno timidamente.
Maria Stella rimane a bocca aperta. Il suo lucidalabbra disegna un cerchietto luminoso, pronto a sputare palle di fuoco. Uno sguardo alla mia scarpa da ginnastica smozzicata, uno alla mia cintura borchiata e, un ultimo, procedendo in verticale, al mio ciuffo rigonfio.
"Luce, cara" sorride "ma tu pensi che io voglia scavarmi la fossa con le mie stesse mani e offrire il lavoro a te? Sei una proprio una giovincella!"
La interrompo immediatamente. Convoco il mio karma, i miei angeli custodi, penso al mio blog e al mio "studio" sociologico stRagista, tiro un sospiro e con un filo di voce dico: "Scusami se non mi sono spiegata. Volevo solo chiederti se potevi chiarirmi esattamente cosa fare, ma se non puoi non preoccuparti"
"Luce, non è che non posso. Non voglio. Non posso mica far credere ad Adolf che tu sei più brava di me e perdere il posto!" sorride serena la nobile Maria Stella. "Tira fuori quello che hai appreso all'università".
Questo non è mobbing, non è stalking, è stRagista-stretching. Se lunedì siamo a questo punto, cari stagisti, venerdì porto in ufficio una bella ghigliottina. Ai nobili non piaceva morire così?

Ragà non ho una lira
Cari stagisti,
ieri sera sono andata al cinema con Jacopo. Desideravo raccontargli il mio aperitivo con Filiberto nei minimi dettagli: avrei voluto parlare dell'oliva nello Scampari che era perfettamente armonica o della sua dentatura splendente e a prova di cioccolato, skill che potrebbe tranquillamente sfruttare durante le riunioni mondane con Adolf.
Ma non appena ho iniziato a riportare esattamente la musicalità del tono in cui il Figo Patentato mi ha chiesto di intrattenermi con lui dopo il lavoro, il mio migliore amico ha dato lo stop.
"Stasera facciamo cinema? Che ne dici? Così almeno pensiamo anche a qualcos'altro…"
Sob. Gli uomini sono poco soddisfacenti quando si parla di accuratezza del dettaglio. E io che già pensavo che, avendo un amico maschio, avrei potuto sfruttare a mio vantaggio tutti i segreti dell'universo rude! E vabbé, almeno ne approfitto per scegliere il film.
Nella red line delle pellicole in mostra, mi colpisce immediatamente la locandina di "Ragà Non Ho Una Lira". Ci sono in bella vista quattro ragazzetti carini, freschi freschi di AmicInciuci ed Emmetivvì, che però, a quanto pare, non hanno il malloppo necessario per tirare a campare.
Finalmente anche i giovani di AmicInciuci parlano di noi stRagisti e della nostra vita sfigata, invece di stare a pensare alle piroette e al musical che li farà vivere per sempre (Babe remember my name, remember, remember…)
Spinta dalla mia assuefazione alla cultura pop, affondo nel velluto rosso della poltrona. Che lo spettacolo abbia inizio. Jacopo intanto tira su con la cannuccia.
La storia è che ci sono questi ragazzetti che inciuciano l'uno con l'altro in una metropoli grigia al nord del nostro Paese. Ci sono i sospiri, i sogni dei gggiovani d'oggi con quell'espressione un po’ così, quella laurea buttata lì e quell'appartamento dei festini condiviso con altri giovani calabresi, siciliani, molisani, sardi eccetera eccetera.
Ogni tanto salta fuori il problema dell'affitto da pagare o del contratto che sta per scadere, ma i gggiovani d'oggi affrontano l'ostacolo con lo stesso sorriso generalista con cui si rifanno sotto con l'ex che li ha appena mollati.
Uhm. La mia rabbia non trova sfogo… Dov'è la stRage? …Oddio potrei sfogarmi su Jacopo. Riuscirà a capire che la sua Cacca Cola è finita??
Ecco i titoli di coda. No, non ci posso credere. Siamo anche qui! Stagista alla produzione, stagista in redazione, stagista assistente tecnico, stagista di regia. Nooooo!!!!
Ma saranno retribuiti? Avranno un contratto di collaborazione? Avranno un progetto? Sono atipici? O interinali? Di sicuro sono Fortunati.
C'è chi addirittura, infatti, è alla ricerca di un gratta e vinci per diventare uno tra loro: lo Stagista Protagonista.

La solita minestra
Cari amici,
eccomi tornata al mio "sporco" lavoro. Nonostante si avvicini l'aria d'estate, nonostante ci sia un Figo Patentato in ufficio, il clima è sempre quello di minestrone di ceci, carote e verdure a pezzi grossi.
Inviare un comunicato stampa pubblicitario e totalmente inventato e vederlo pubblicato su un quotidiano a tiratura nazionale, dimostra che all'università ti insegnano come il mondo dovrebbe essere, mentre allo stage lo vedi come realmente è: un minestrone putrido.
Ma ecco che proprio mentre ne pregusto l'odore, il cellulare vibra e vuol dire la sua.
"Chi è?"
"Salve siamo Bigghitivì, la tivvì più famosa in Italì. Luce Stragì che ne dice domani di venì qui a fare un colloquio come stagì?"
Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Stupore. Bigghitivì, la multinazionale della tivvì pensa proprio a me. Schiarisco la voce.
"Vabbene. A che ora?"
"Dopo mezzodì"
"Scusi però. Onde far evitare una perdita di tempo alla grande Bigghitivì, qualche informazione in più… come avrete letto dal mio curriculum, io sono già laureata, ho già fatto un po’ di stage. Posso partecipare lo stesso all'esperienza-(mistico)-formativa?"
"Oh sì, oh sì. Non avevamo letto, ma noi di Bigghitivì siamo aperti a tutti i ragazzin."
Ragazzin?!? Bah.
"Un'ultima delucidazione, mi scusi. Ma lo stage è retribuito? Sa com'è… non essendo più una ragazzina, sarebbe importante saperlo"
"Certo Luce Stragì, un buono pasto al dì che vale 5 soldin, che son di carta e non fanno din-din"
"Mi vuole dire che Bigghitivì, la multinazionale della tivì, paga i suoi stagisti con un buono pasto di 5 euro al giorno?????"
"E sì, e sì. Tutti pasti son garantiti così. Scrivi di qui, correggi di lì e vinci un panino e un ciocorì"
Vi ricordate quando studiavamo all'università gli Egizi? La società era gerarchica e c'erano gli schiavi. Vi ricordate quando imparavamo che nel Medioevo alla base della piramide c'erano il popolo, i contadini, poi sopra i valvassini, i valvassetti, i valvassucci e i valvassori?
All'ultimo gradino c'erano quelli che lavoravano solo per guadagnarsi la pagnotta della giornata e oggi, seduta sullo scalino, ci sono anche io.
Bigghitivì non aspettarmi al mezzodì.











