Stage o StRage? Il Blog della Stagista

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Cappuccetto Rosso su Twitter

Oggi vi racconterò una favola infame.

C'era una volta uno stagista pagato 200 euri netti al mese.
Era poco più che venticinquenne, un neolaureato con i fiocchi e con la lode. Aveva un master in internetmarkettologia e amava tanto socialnetworkettare.
Twittava e Feisbuccava e lo faceva anche per lavoro, o meglio per stRage.

Un giorno incontrò per la sua strada una strega cattiva della Camera dei Debosciati che gli disse: “Ciao Cappuccetto Stagista, che bocca grande che hai”
E lui: “Per socializzare meglio”
E la Ministra: “Che Curriculum lungo che hai”
E lui: “Per fotocopiare meglio”.

E così un giorno, la Ministra offrì a Cappuccetto Stagista l'opportunità di gestire il suo account twitter. La parlamentare in gonnella era convinta, infatti, che questo sarebbe stato un compito semplice che anche uno stagista laureato in Scienze della Deprivazione potesse svolgere.

Dal canto suo Cappuccetto era persuaso del fatto che, con questa occasione nel cestino, un giorno, avrebbe potuto sfamare se stesso, la nonna e, tra qualche anno, anche il cacciatore.

Per 200 euro netti al mese vendette la sua anima al diavolo e scrisse tante cose belle sulla Ministra.
Twittrotterellava che ella era bella, nonostante la ricrescita arancione.
Scriveva che sapeva essere ggiovane, benchè indossasse una camicetta ottocentesca chiusa fino all'ultimo bottone.
La dipingeva come onesta, nonostante i suoi 200 euri al mese per 8 ore di lavoro e nonostante la scopa- auto blu della Strega Cattiva.

Un giorno accadde che, a sua volta, un giornalista a pre-getto decise di fare uno scherzo a Cappuccetto Stagista. L'idea era di fare uno scooppone per ottenere un'assunzione. Chiese così, tramite Twitter, cosa pensasse la ministra riguardo alla costruzione del Tempio dei musi Gialli in quel di Periferiland. In realtà Periferiland era un luogo collocato solo nell'immaginazione del giornalista a pre-getto per testare la preparazione della ministra.

Ahimè, quel giorno, come tutti i santi giorni, il povero Cappuccetto, si trovavava a gestire il profilo Twitter della Ministra.

Capuccetto che era un ragazzo buono e che leggeva il blog di Luce StRagista pensò che Periferiland, luogo di residenza della StRagista, esistesse davvero e che si collocasse proprio nella città della Ministra.

Diede risposta e fu deriso, umiliato, chiacchierato, spernacchiato.
E venne licenziato. No anzi... venne staggato, stagiato, s-convenzionato, insomma preso a calci nel sedere.

Il giornalista pre-gettista ottenne un altro rinnovo di tre mesi, perchè l'informazione cartacea è in netta crisi, lo dice “L'ultima copia del New York Times”. Non poteva certo sperare in un'assunzione vera e propria.

La Ministra continuò a sfoggiare la sua ricrescita rossa, perchè-l'importante-è-che-se-ne-parli.

Un giorno però Cappuccetto imbracciò il fucile del Cacciatore.
E morirono tutti felice e contenti.

 

La dieta dello stagista

Cari amici stRagisti,

è arrivato il fatidico momento della prova costume. Quella cellulite che si è accumulata a causa del culo poggiato sulla scrivania dell'ufficio e quelle smagliature non se ne vanno di certo in pochi mesi! E così se anche voi, come me, vi siete ridotti a pensare alla vostra condizione fisica proprio in quel di maggio, non vi resta che puntare sulla dieta stagista.

Ieri io e il mio Jacopo siamo andati a fare la spesa ed è stato molto bello apprendere come anche il girare dell'economia ci aiuti facilmente ad andare al mare longilinei ed abbronzati.

Volevamo comprare della frutta e abbiamo scoperto che la frutta oggi la fanno solo in Spagna. Nel nostro tanto amato Sud ormai si producono solo arance meccaniche aspiranti che si vendono tramite call center. Con le ciliegie i calabresi si beccano il 50% in più di provvigioni.

Allora abbiamo puntato sulle marmellate cinesi che costano poco e rendono anche le nostre tavole etniche ed aperte all'intercultura e alla conoscenza dei popoli lontani.

Nei nostri 45 metri quadri in mezzo al traffico di Roma, in cui il parcheggio è una prigione, passando per Piazza della Vittoria e Vicolo Corto, abbiamo bisogno di una tovaglietta.

I tessuti sono tutti in acrilico e poliestere e puzzano di sudore rancido non appena sulla tavola poggia un raggio di sole. Rigorosamente Made in Indonesia.

Ma alla fine, nonostante la titubanza e la mancanza di poliglotta esperienza, riusciamo ad arrivare alla cassa. Jacopo tira fuori un fantastico buono pasto del valore di 5,20 €, ma  la commessa ci spiega che per avvalerci del ticket dobbiamo sottoscrivere una Fidelity card. Decidiamo così, per la modica cifra di 5,20 €, di mettere in vendita la nostra privacy e di lasciare le nostre poche ore libere in balia del direct marketing.

Con la nostra bustina di stoffa, scendiamo dalla giostra. Ma proprio sull'uscio troviamo questo messaggio di addio.

 

Chi glielo spiega adesso a questi che lo stage non è una forma di lavoro subordinato?

contratto-stagista

 







ps. se anche tu sei uno stagista o un pre-gettista supermarkettista o simili racconta la tua esperienza su www.ilcontesto.org

Le migliori aziende in cui fare lo stagista

Cari amici StRagisti,

come ogni anno, anche stavolta è stata pubblicata la lista delle migliori aziende in cui lavorare. Se dallo scantinato del vostro Palazzo Kabul s.r.l. state pensando ai campi di beach volley e alle sale relax di Google, allora capite di cosa parlo.

Questa volta è  stata la Universum a stilare la classifica delle aziende da sogno, occupandosi in particolare dei neolaureati italiani.

I venticinquenni neodottori, soprattutto ingegneri ed informatici, considerano il colosso di Mountain View l'azienda ideale, mentre la Ferrari di Maranello si posiziona “solo” al secondo posto. La medaglia di bronzo spetta invece ad Enel, azienda leader in Italia per la fornitura di energia.

Ma il problema di questo sondaggio è la domanda che è malposta.
Non bisognava chiedere:
“Qual è l'azienda in cui sogni di lavorare?”
bensì la ben più realistica
“Qual è l'azienda in cui sogni si stagizzare?”

Suvvia ragazzi, non vorrete mica farci credere che a 25 anni, per giunta neolaureati, possiamo aspirare ad un lavoro vero, con la L maiuscola!
Parlateci piuttosto di stage, collaborazione di sesso occasionale, al massimo co.co.dè, contratto a pre-getto, ma lavoro, proprio no!

Prima di arrivare al Lavoro, che sia in Google o Da Sandro Er Pizzettaro della Comunicazione, bisogna superare almeno 9 livelli, accumulare crediti, non perdere vite, combattere contro i Cattivi e diventare Supereroi.

Prima di entrare nella modalità Arcade e inviare il curriculum a Google per un posto di Lavoro, provate con un po' di allenamento, cliccando l'immagine sotto.

 

Lavoro in sicurezza

Cari amici stRagisti

il primo giorno in un nuovo posto di lavoro è come il primo giorno di scuola. Annusi già chi sarà il tuo prossimo compagno di merende e chi, invece, vorrà rubarti tutte le figurine, quando meno te lo aspetti.

E visto che la prima impressione è quella che conta, subito dopo Giammarketing, alla RicinOil Communication & Partners, mi ha accolto la carissima Livia Chanel Sforza.
Livia è una di quelle DonneModerne con il capello stirato anche quando fuori piove, l'assorbente sempre libero e felice, il french latte, il tacco 12, la Smarta laccata e un dolce linguaggio.

Fino ad oggi non mi ha mai chiamato Luce, bensì in ordine  rigorosamente sparso:
“Tesssoro”
“Ammmore”
“Carisssima”
“Piiiccola”
“Bellisssima”
“Bellla” (forse il giorno in cui non potevo proprio competere con la sua messa in piega).

Con i suoi occhi spaventosamente azzurri saluta chiunque entri in ufficio in modo soavemente felice, salvo poi riempirlo di piccole cattiverie non appena mette piede fuori dall'uscio.

La Sforza, infatti, teme che questa sua aurea candida possa essere continuamente intaccata da... quelli-là.
Ha paura che la signora delle pulizie le rubi il braccialetto d'oro giallo (di dubbio gusto, tra l'altro), non si fida del parcheggiatore, teme incursioni nell'appartamento di proprietà, in quel magnifico quartiere che adoooora.

Ma per fortuna vicino al nostro posto di lavoro chic la sicurezza è una delle priorità.
L'esercito vigila alla stazione. Non si può consumare cibo al di fuori dei locali pubblici. E' vietato aprire negozi etnici che mettano a rischio la salute dei cittadini. Non ci si può aggregare per confabulare in gruppo. Il palazzo in cui lavoriamo è circondato da telecamere addette alla sorveglianza. Il portiere vigila attentamente su chi entra e chi esce.
Non dobbiamo proprio avere paura di niente.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/220812/calabresi-botte-sul-posto-di-lavoro.html

 

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