Lavoro in sicurezza
Cari amici stRagisti
il primo giorno in un nuovo posto di lavoro è come il primo giorno di scuola. Annusi già chi sarà il tuo prossimo compagno di merende e chi, invece, vorrà rubarti tutte le figurine, quando meno te lo aspetti.
E visto che la prima impressione è quella che conta, subito dopo Giammarketing, alla RicinOil Communication & Partners, mi ha accolto la carissima Livia Chanel Sforza.
Livia è una di quelle DonneModerne con il capello stirato anche quando fuori piove, l'assorbente sempre libero e felice, il french latte, il tacco 12, la Smarta laccata e un dolce linguaggio.
Fino ad oggi non mi ha mai chiamato Luce, bensì in ordine rigorosamente sparso:
“Tesssoro”
“Ammmore”
“Carisssima”
“Piiiccola”
“Bellisssima”
“Bellla” (forse il giorno in cui non potevo proprio competere con la sua messa in piega).
Con i suoi occhi spaventosamente azzurri saluta chiunque entri in ufficio in modo soavemente felice, salvo poi riempirlo di piccole cattiverie non appena mette piede fuori dall'uscio.
La Sforza, infatti, teme che questa sua aurea candida possa essere continuamente intaccata da... quelli-là.
Ha paura che la signora delle pulizie le rubi il braccialetto d'oro giallo (di dubbio gusto, tra l'altro), non si fida del parcheggiatore, teme incursioni nell'appartamento di proprietà, in quel magnifico quartiere che adoooora.
Ma per fortuna vicino al nostro posto di lavoro chic la sicurezza è una delle priorità.
L'esercito vigila alla stazione. Non si può consumare cibo al di fuori dei locali pubblici. E' vietato aprire negozi etnici che mettano a rischio la salute dei cittadini. Non ci si può aggregare per confabulare in gruppo. Il palazzo in cui lavoriamo è circondato da telecamere addette alla sorveglianza. Il portiere vigila attentamente su chi entra e chi esce.
Non dobbiamo proprio avere paura di niente.
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/220812/calabresi-botte-sul-posto-di-lavoro.html











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