Il giorno del giudizio

Ed ad un tratto il giorno del giudizio arriva anche per me. Trema la terra, scuotono le pareti, lampi e fulmini investono il cielo ed una voce nel silenzio risuona come un boato.
"Luce, Adolf vuole te" dice con un sorrisetto malefico la tutora Maria Stella.
Sto per rispondere "camera a gas o doccia?", ma non lo faccio, anche se è l'ultimo giorno di stRage voglio mantenere il mio tono (SOL-SI-SOL-SI-LA-LA-LA insomma SOLA, sempre con la O bella aperta.)

Scendo negli inferi e trovo la porta chiusa.
Toc-toc.
"Avanteee"
Ti trovo Adolf con un maglioncino violaceo e lo sguardo obliquo, un occhio sul computer, l'altro su di me. E stiamo un'altra volta sul tavolo di ciliegio, visto solo il giorno del colloquio.
"Prego accomodare Luce"
"Grazie, uhm".
"Luce tu avere grande merito. In questo stage tu impegnare tanto, io molto soddisfatto del tuo operato. Comunicati stampi su lupi in pelliccia andati molto bene, tu parlare poco con colleghi, ma molto lavorare. Bene, bene."
Ma quando arriva il grosso cetriolo?!?  Lo aspetto, lo aspetto, ed eccolo che sopraggiunge dritto, dritto dietro di me.
"Questo periodo non essere facile, anche per noi, azienda piccola. Grossa grisi dappertutto e ovviamente pure qua in zona Sgarbatella. Allora se a te piacere lavoro, io proporre a te affare."

Attenzione, potrei ricredermi, forse anche Adolf ha un cuore d'oro? Pieno di birra tedesca d.o.c., gialla come l'oro puro.
"Se tu volere io poter offrire te collaborazione coccò, coccodè. Fino a inizio estate tu stare qua con rimborso consistente. Io in questo momento non potere prendere te in altro modo, ma tu essere stata brava così io volere premiare comunque e non mandare via come tutti gli altri stagisti."

Questo discorso mi puzza. Mi tocca assolutamente intervenire: "A quanto ammonterebbe questo consistente rimborso?"
"400 euri netti al mese" e scandisce il "netti" con canini, molari, premolari e pure con i denti del giudizio.

Tutti insieme?? Ho il simbolo dei dollari che mi brilla nell'occhio, comparendo al suono di una slot machine.
"Ma per quante ore al giorno?"
"Sempre stesso orario di adesso. Otto ore per giorno, cinque giornate a settimana. Noi su carta scrivere che tu essere occasionale, ma tu non guardare carta. Se arrivare fizanziere e chiedere te perché a computer, tu dire.. io appoggiare solo a computer"

Vedo me con la testa sul pc per sentirne i battiti cardiaci, oppure io che pulisco la tastiera fingendomi donna delle pulizie, o ancora io con il cacciavite a stella ad improvvisarmi tecnico di passaggio.
Il lavoro occasionale dovrebbe essere come il sesso occasionale, soddisfacente e senza troppo impegno, invece mi sembra proprio il contrario. Non sento nessun piacere a portarmi dietro questo grosso cetriolo, ma a dedicare ad Adolf questa canzone piena di poesia, sì.

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