Flash mob stagista
Cari amici stRagisti
l'altro giorno mi indirizzavo a Palazzo Kabul s.r.l. sullo sgangherato 13 bis. Stretti e compressi come arachidi sottovuoto noi amici di Periferiland ondeggiavamo felici.
Eravamo in tanti. Una signora panciuta che mi rimbalzava addosso ad ogni fosso, tanti tunisini, troppi libici, un gruppetto di egiziani stipati e rincarcati che hanno seguito la coda dello yacht come si fa con l'ambulanza e poi stagisti, stagisti e... mammamia quanti stagisti!
Alcuni avevano la bandiera del sindacato al braccio, altre la Louis Fottòn a tracolla, ma tutti si indirizzavano gloriosi in via dei Coglionotti.
C'è il Flash Mob Stagista, dicono. Una cosa fresca, nuova, che frizza come aranciata appena aperta, un suono metallaro che stride contro la lirica annoiata che suona tutti i giorni come un inno della morte nella Camera dei Debosciati.
E lì tutti giù a dirne 4 a quei poverelli indigenti residenti in via dei Coglionotti che offrono allo stagista qualunqista niente poco di meno che:
-una sedia dotata di fantastici braccioli
-una scrivania ikea in legno di pino pieghevole a seconda del peso del computer (riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso dei megabyte spostati)
-una fotocopiatrice ad aghi di altissima tecnologia tanto da permettere la nobile arte della copia fronte-retro.
E sono tutti benefit. Senza la necessità per lo stagista di pagare nemmeno un euro di affitto per l'ora in cui la postazione viene occupata.
Ed ecco il tam tam, ne parlottano sui giornali, se ne accorgono i sindacati, pure ad Adolf arriva all'orecchio sordo (ohhhh- io odio gli stagisti).
I mitici dell'azienda di via dei Coglionotti smentiscono in coro. Molto più che di una postazione vive l'uomo. C'è stato un errore, un misunderstanding, un flash mob flop, ci hanno travisato.
Insomma i tunisini alla fine non sono poi così tunisini, i rifugiati non sono po così esiliati e lo stagista non esiste, ancora oggi lo smentiscono.











Commenti
@Alessandra: grazie per essere intervenuta.
Così come quando alle Iene fanno i servizi sui disservizi delle compagnie assicurative: tutto ciò è molto bello da vedersi, ma se non si fa il nome come si può boicottarli?
Complimenti, Luce, seguo sempre il tuo blog, spero che le cose vadano meglio col nuovo lavoro.
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