Stage o StRage? Il Blog della Stagista

Serata Blues

Cari amici stRagisti,

questo fine settimana io e la mia amica Sheila siamo andate in un locale nicchioso che suona solo blues.
Abbiamo trascorso il nostro sabato sera ad ascoltare un gruppo semisconosciuto, ma molto competente.

Cosa si festeggia?
Sheila ha riottenuto i 5000 euri che il suo boss architetto le doveva.
Erano mesi che non le pagava lo stipendio e per un giro di prestanome che aveva messo su, non si sentiva nemmeno obbligato a saldare in fretta il suo debito.
Ora però la nostra azione lobbistica ha prevalso e possiamo festeggiare godendoci un Daiquiri, alla faccia dell'Architetto Truffaldino.

Ma proprio su The Mannish Boy
(When I was young girl at the age of five
My mother said I would be the greatest graduate,
But now I'm a woman
I made twenty-five
I want you to believe me, honey,
We're havin lots of fun,
I'm a stageur I spell s-t-a-g-e-u-r…)
nel buio e nei fumi arriva Filiberto.
"Anche tu qui! – ma che coincidenza! – ma che serata strana!- certo 15 euro 'sto concerto!- azz..!- però sono bravi!"- Ci troviamo appiccicati l'uno sull'altro.

Questo bacio stragista al sapore di fragola (per via del daiquiri) mi stordisce un po’.
Mi affretto a precisare: "Guarda che questo, insomma, non vuol dire niente…"
Filiberto: "Io cerco certezze. Tu sei il punto fermo della mia precarietà"
Poesia del terzo millennio di Stagista imbavagliato.
"Si è fatto tardi.." dico, cercando Sheila tra la gente.
Sono necessari almeno tre mesi di prova, sei di apprendistato per iniziare un rapporto di natura stabile.
Meglio rimandare queste riflessioni a domani.

 

Stagista cerca stagista

Cari amici stagisti,

oggi ho iniziato lo scriiin dei curricula per estrarre il nome del prossimo StRagista Junior che solcherà l'oscura soglia di Palazzo Kabul.
Lasciate ogni speranza voi che entrate, o meglio tenetevi le vostre speranze e non varcate la soglia!

E così mi improvviso senza nessuna voglia e senza alcuna competenza, cacciatrice di umanità da lavoro.
Passo da un curriculum in formato europeo ad uno pieno zeppo di corsi di formazione e master. Mi incuriosisco e leggo l'abstract di un'interessante tesi sulla pubblicità  nel campo della moda. Scorro le date di nascita: 1978, 1982 ( la maggior parte), 1986…
C'è chi vive a San Birrenzo e chi invece invia la sua lettera di presentazione direttamente da MiConsentaMilano, scrivendo che è disponibile a trasferte e trasferimenti per meno di 500 euri al mese.

Mumble, mumble. La scelta non è facile. C'è gggrisi, tutti sono molto preparati e io sono totalmente impreparata a questo compito.
Non mi rimane che prostrami al trono e chiedere consiglio ad Adolf.


"Luce, nostro stagista deve essere persona seria, persona che ha tanta voglia di lavorare". E fino a qui potrei anche essere d'accordo. Ma come faccio a comprendere questi dettagli personali da un civvù?
"Persona deve essere studiata, qualche altro stage nel campo fa a caso nostro, un po’ esperta è meglio". Lo stagista non dovrebbe essere per definizione un neolaureato alle prime armi? Adolf mi stupisce sempre con le sue definizioni e teorie ultrainnovative.

"Soprattutto deve essere di classe sociale medio – elevata. Io volere una persona che sappia parlare bene l'itagliano, che sappia esprimere con persone di diversa appartenenza". Proprio come te, aggiungo io, dal basso della mia discendenza operaia.

"E poi un'altra cosa Luce. Visto che per Natale avere tante richieste per pellicce di lupo, perché non richiamare quel Filiberto? Si lamentava dello stipendio e io gli darò "quel di più". Lo chiamiamo, se sta ancora a spasso io proporre lui due mesi a pre-getto, in regola. 700 euri netti. Tu vedere che dice".
Eppure Filiberto, lo stagista Figo Patentato, ad Adolf non era mai piaciuto. E lui è il Capo dei Capi, non si sbaglia e non torna indietro MAI.

"Tanto quel Fitterberto non sapere nemmeno lavorare bene, essere solo una bestia da soma. Per quei due mesi però può essere davvero utile, noi avere tanto, tanto lavoro. Non è vero Luce?"

La Stagista sulla strada dello zen

Se il Grande Capo dice di non andare a fare i colloqui la Stagista, di tutta risposta, spamma il suo CV su Aziende Piccole, Medie e Grandi. Multinazionali e esserrelle. Fantomatiche e Affermate. Di scuola Adolfiana e di Scuola Moscabianchiana.Insomma, come si dice dalle mie parti, 'ndo cojo, cojo (= dove c'è una vacancy mi ci tuffo).

E proprio contro la volontà di Adolf, il cellulare della suddetta Luce StRagista squilla per il primo colloquio autunnale.
"Possiamo fissarlo dopo le 18.30? Sa sono a Palazzo Kabul, non mi è concesso prendere permessi per andare a fare colloqui. E sì il mio è un Pre-getto un pochino anomalo…".
Dall'altro capo del filo accettano di buon grado e io mi ritrovo sotto il sole a cercare questo ufficio immerso nella campagna romana.

Due autobus, un treno, ancora un autobus e finalmente sono arrivata. Esattamente davanti al civico 31. Wow, una mega villa immersa nel verde, con tanto di piscina. Certo ha poco a che vedere con la sede di un'azienda tradizionale, ma cosa c'è di normale in questa mia vita da Stagista?!

Mi aprono. Un ragazzo  della mia età mi accompagna dalla cancellata in ferro battuto fino alla porta d'ingresso. Viene per proteggermi dai due cagnoloni che fanno da guardia alla villa.
Dlin-dlon. Una ventata di incenso mi dà il benvenuto in un open space candido. Il boss siede di fronte ad una ragazza girata di spalle, intenta a sostenere il suo colloquio.
Ci sono piccole statuette indiane sulle soglie di marmo e tanti, tantissimi cataloghi di viaggi.
Le poltroncine sono tutte in vimini e rigorosamente bianche. Attendo un po’, con quattro ragazzi che intanto lavorano meticolosamente al piccì, tanto meticolosamente che nemmeno si presentano o salutano.

Ma proprio mentre mi sto annoiando, arriva il mio turno. Il boss ZEN congeda la ragazza con un sorriso rassicurante e mi invita a prendere il suo posto.
"Ohmmmmmmmm. Luce StRagista lei ha un curriculum così soave. Mi racconti, racconti dei suoi studi, dell'equilibrio professionale raggiunto, di quale ricerca interiore la conduce qui al mio cospetto".

E inizio il mio solito discorsetto. Dalla laurea in Esseddici, passando per i vari stage, fino ad arrivare al Pre-getto a Palazzo Kabul s.r.l.

"Ohm. Lei mi sembra molto vicina al raggiungimento della catarsi nel campo del web marketing e della comunicazione online. Vedo anche un certo bagliore di passione nei suoi occhi. E gli occhi, si sa, conducono alla purezza dell'anima. Mi dica, di cosa si occupa nello specifico…"
Qui butto giù la mia giornata tipo, ovviamente omettendo gli istinti omicidi nei confronti di Eloisa, di Adolf e dell'ormai defunta Pedra l'Edera.

"Ohm. Capisco, lei sta raggiungendo l'equilibrio interiore, ma come insegna il grande Siddharta in ogni uomo c'è sempre qualcosa da imparare. Io sono maestro Zen e posso darti il Vero Insegnamento. La Verità della nostra azienda è la formazione. Non basta applicare ciò che si è appreso a Palazzo Kabul. Qui è tutto un altro fluttuare di Energie."
Mi perdo nel discorso del Signor Zen. Capisco che mi vuole formare e questo fa sempre piacere. Ma in che senso? A che prezzo?
"Lei si unisca alla nostra meditazione. Potrà partecipare gratuitamente e  per due mesi alla prova. Rifletterà insieme a noi, scommetterà sui suoi chakra, metterà in discussione i suoi centri nevralgici. E solo a quel punto capiremo se è pronta per  far parte della Verità. Insieme ne scriveremo una nuova che nessuno conosce".

Signor Zen, mi verrebbe quasi da ridere se non capissi che dietro le tue metafore mi stai chiedendo di lavorare ancora aggratise. Ma mi sforzo di rimanere seria e approfondisco.

"Scusi signor Zen, ma io ora riesco a guadagnare 700 euri netti al mese. So che non sono tanti, so che Palazzo Kabul non è l'Eden che voi coltivate, ma lasciarlo per lavorare aggratise.. insomma, non le pare un po', giusto un po’, azzardato?"
Zen mi fissa. Il suo equilibrio è leggermente scosso perché, pur volendo, non sono riuscita a trattenere del tutto una risatina.

"Sorella Luce, se in questo mondo lei vuole raggiungere il Paradiso Interiore deve gettare le sue paure razionali, deve lasciare il suo io interiore libero di passeggiare. In questa società occidentale sono i beni materiali che ci frenano, che ci riducono a piccole formiche insoddisfatte e schiave del Dio Denaro."

Zen si alza, è chiaro, vuole lasciarmi andare.
Ma attenzione ha un piccolo gadget per me.
"Le regalo questa piccola bacchetta luminosa. Ogni volta che rifletterà sulla mia allettante proposta, la luce della mia anima illuminerà il suo tortuoso cammino"

La bacchetta è stata lanciata nella villa verde del signor Zen.
Siete pregati di utilizzare il civico 31 per gettare via i vostri mozziconi di sigaretta.
Grazie.

Quando la realtà supera la fantasia

Vi hanno mai raccontato la fantastica favola del venditore di noccioline che diventa presidente degli Stati Uniti? L'equivalente italiano potrebbe essere il muratore che vince al Superenalotto o la ballerina bruttina ma brava che arriva sugli schermi di AmicInciuci.

Ma attenzione, sul palco della realtà succedono fatti mastodontici.
Può accadere addirittura che una stagista, vessata per lungo tempo da tutor perfidi e ignoranti, prenda improvvisamente la bacchetta del comando e diventi a sua volta la Guida Spirituale di un iniziato al mondo stRagista.

I Capi dei Capi sperano in questo modo di creare quel clima di rivalsa che fa rigare dritto tutto lo Staffe. Lo StRagista Senior, incazzato per aver passato il suo anno a portare caffè, fare fotocopie e pulire database, si rallegrerà di avere lo Scettro del Potere, pur prendendo 700 spiccioli al mese. Il novizio, dal canto suo, avrà timore e reverenza e darà tutto il suo Cuore aggratise per il Senior.
Peccato però che il venerdì sera entrambi, Junior e Senior, si ritrovino a fare i conti con il portafoglio vuoto, davanti al solito pub.

E così dopo Stragista, dopo Stragista a Pre-getto, sono diventata Stragista a Pre-getto Tutora.
Anche se a Palazzo Kabul di tempi indeterminati non ce ne sono più, anche se sarebbe contro la Convenzione debitamente firmata e compilata in triplice copia, anche se… se l'università sapesse… ma tanto nessuno viene a controllare!

Sheila: "Sono fiera di te, hai fatto carriera. Ora possiamo andare al Vippissimo il sabato?"
Jacopo: "Non è che mi puoi raccomandare… non puoi prendere me come tuo stagista?"
Filiberto: "Non ci posso credere… io ti stimo molto, ma non credo tu abbia le competenze. E' come se un bambino che ha concluso le elementari fosse promosso ad insegnante!" (forse Filiberto non è l'uomo per me – è troppo profondo)
Mamma: "Ai tempi miei lo stipendio cresceva con le responsabilità. Nel tuo caso non è aumentato, ma in compenso sono lievitate le tasse! Lo sai che il commercialista mi ha detto che risulti lavoratore autonomo??? Devi pagare di più!"

Sulla carta sono Responsabile Ufficio Stampa. Sulla carta sono lavoratore Autonomo. Sulla carta sono Tutora.
Ma voi mi conoscete, sono Luce StRagista, ho 25 anni e di professione faccio la stagista coccodè.

 

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