Stage o StRage? Il Blog della Stagista
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In viaggio con Adolf
Circa due volte per ciascun anno accade che Adolf decida di vivere, insieme ad uno dei suoi collaboratori, un'avventura a bordo della Pazmobile.
La scusante per offrire un giro sull'ottovolante in pelle umana può essere un incontro con uno pseudocliente o una presentazione che illustri i servizi offerti da Palazzo Kabul s.r.l.
Gira la ruota e, per la seconda volta, tocca a me.
Adolf viene alla mia scrivania e a gesti tenta di dirmi: “Domani tu vestire in modo elecante, non come tuo solito stile da clochard made in Periferiland”.
E io annuisco, guardando preoccupata la punta delle mie scarpe da ginnastica.
Le leggende che si narrano a Palazzo Kabul s.r.l. e che riguardano le trasferte dai clienti sono infinite. Una volta Adolf ha tirato il freno a mano in curva, un'altra ha costretto Maria Stella a vomitargli addosso, per poi mostrare i residui del pranzo della Manager ai colleghi rimasti in ufficio.
Io ho sempre odiato vendere fumo ai clienti. Sono una stRagista Nerd e troppo socievolmente pigra per fare finta di essere un Account che non Count nemmeno un po'. Non ci credo come Maria Stella, non entro nella parte come Adolf. E per questo, per il nostro appuntamento, indosso ballerine sgangherate.
Il mondo della Communichesciòn Globalaizzesciòn si muove in direzione Tokyo, New York, Londra o, alle brutte, a Milano. Io e Adolf invece ci inoltriamo nelle stradine campagnole del centro-sud.
Il Capo dei Capi ne approfitta e mi chiede di questo o di quel progetto, cosa penso della nuova stagista e poi, se possibile, senza alcuna discrezione e con calcolatrice alla mano, mi fa i conti in tasca.
“Ma tu ci vai a sciare?” No.
“Non ti piace sciare?” No.
“Hai mai provato a sciare?” No.
“Ma vivi ancora con i tuoi?” Sì.
“Ma il tuo ragazzo vive con i suoi?” Sì.
“Ma non andate a vivere insieme?” Ni.
“Ma dai i soldi ai tuoi?” Eh?
Penso quasi che potrei iniziare a vomitare anche io. Ma in fondo alle mie ballerine ci tengo troppo.
E così, tra un monosillabo e un commento incolore sulle condizioni meteorologiche, arrivo a destinazione.
Tanti bla bla, io ti faccio un favore e tu me ne fai un altro: la solita recita del solito braccio di ferro tra golfisti lampadati. Ed usciamo con un mezzo sì alla nostra mezza proposta.
Di ritorno si lamenta.
“Ahhhhhh questi figli di imprentitore! Non frega niente di fare guadagno! Questo non avere interesse in business: già contento di quello che ha. Vostra generazione essere proprio bamboccia! Ci sono sempre mamma e papà”.
Affondo le spalle nella pelle umana, osservo le sue nocche poggiate sulla marcia automatica e fissando il lettering del marchio del suo vestito da sposo, mi dico che ogni giro sulle giostre prima o poi finisce.
Acidella
Cari amici StRagisti,
a volte ritornano.
Succede che, in alcuni casi e per altri segni del destino, un'azienda ti convochi più di una volta per fare un colloquio. Magari è una Essepià e di te nemmeno ricorda l'ombra, forse ha bisogno della tua figura per un'ulteriore posizione oppure… volesse il Cielo che abbiano pensato di proporti un'offerta migliore!
Allora che fai? Togli dalla naftalina il solito tailleur della tesi, impiastri i capelli, ti rifai il trucco e imposti il cervello su Rewind per il colloquio: Luce StRagista, il ritorno.
Ma stavolta ad attenderti non trovi l'HR Specialist Veramente Umana, né il responsabile che sa il fatto suo, bensì incontri Acidella.
Mi accoglie con un sorriso sinistro e l'occhio da pesce lesso. Mi stringe la mano fluida e proclama: "Io sono Acidella, la donna in carriera per Eccellenza. A 12 anni ho iniziato come rappresentante di classe, a 16 ero Totem delle Lupette. Ho tre lauree alla Luiss Vouitton, un master alla Bamboccioni e sono iscritta all'Albo dei Capi Acidi Professionisti. Attualmente ricopro la posizione di Communichesciòn Socilalizzesciòn Viralesciòn General Manager all'azienda SuperMegaUltra s.p.a".
Parla e parla, sciorinando perle del linguaggio aziendale oscure ai più, nonostante io mi proclami esperta in materia. Vorrei aprire il mio taccuino e prendere appunti, almeno per non far rimanere indietro i miei amici stagisti. Ma ella sta talmente avanti che mi anticipa: stende davanti ai miei occhi perplessi un foglio quadrettato e inizia a disegnarmi con estro la sua posizione aziendale. Con una palla al centro e mille frecce che la circondano, mi fa capire che Acidella si relaziona con tutti: con i tecnici, i commerciali, i produttori di idee, persino con l'Aldilà. Ha bisogno di qualcuno che l'aiuti a indirizzare questo flusso direzionale e a non trovarsi qualche dardo infilato dove non batte il sole.
E qui spunto io.
Dopo l'introduzione alla sua carriera strabiliante, ecco il mio più modesto turno.
Parlo di me, della mia attuale esperienza di lavoro, come richiesto.
Ma niente, Acidella non è contenta. "Fai comunicazione online o web communication? Sei per l'accessibility o preferisci l'usability? Non mi sembra che lei lavori per obiettivi". Il tutto condito da "Sbuff…", "Bleah", "Sput!" e un annoiatissimo "Sgrunt!"
Ma, nonostante tutto, supero la conversazione a ostacoli e mi promette che si rifarà sentire. Stavolta però non mi basta e timidamente provo a mormorare: "Acidella, non per cattiveria, ma che proposta mi fate questa volta voi della SuperMegaUltra s.p.a? ".
O-v-v-i-a-m-e-n-t-e si infastidisce.
"Questa micragnosa di Luce StRagista non si accontenta di lavorare per SuperMegaUltra s.p.a. punto e basta?" dichiara con gli occhi.
Mi spiega che la filosofia di SuperMegaUltra s.p.a. è quella di assumere le persone in qualità di collaboratori occasionali. Insomma, la solita storia trita e ritrita: riesce a farmi un'offerta ancora più crea-tipica di quella di Adolf.
E io, candidamente e a chiare parole, declino.
Acidella è impressionata, scandalizzata: una micragnosa Luce StRagista le ha fatto perdere quel prezioso tempo che avrebbe potuto impiegare per direzionare i flussi aziendali verso la ricchezza e il guadagno.
"Non può aver detto no, non può aver detto no" ripete nella testa da Disperate Careergirl.
Allora apre il piccolo frigo bar sotto la scrivania da Communichesciòn Socilalizzesciòn Viralesciòn General Manager, prende un cucchiaino in plastica e apre il suo Yogurt e tuona: "Sta alle persone saper scegliere se lavorare in una grande azienda o in una micragnosa Palazzo Kabul s.r.l. senza obiettivi di crescita".
Acidella ce nasci, non c'è niente da fa…
Corsi di formazione travestiti da annunci di lavoro
A Settembre cadono le foglie, si lava via l'abbronzatura ma gli annunci sOla continuano a spuntare rigogliosi. Secondo un'attenta indagine della qui presente Luce StRagista, questo è il periodo più fecondo in cui le agenzie webmarkettare, i sottoscala creativi e le esseppià della Sincerità Riunita vanno a caccia di giovani menti sfigate.
Accanto agli stage gratuiti, alle collaborazioni a Pre-Getto e a quelle di Sesso Occasionale, si rafforzano sempre di più i Finti Lavori Formativi.
Dallo 0 a.C. fino a poche decine di anni fa, il giovane neolaureato per partecipare al rito di iniziazione che prevedeva l'ingresso nel mondo del lavoro doveva inviare il suo civvù, sostenere il colloquio conoscitivo, raccontare delle sue attitudini per poi arrivare ad ottenere la dovuta ricompensa.
Con l'avvento dell'era contemporanea, la SGOBBAlizzazione, la SCROCCAlizzazione di massa e INTERInet, si è affermato il fenomeno dello Stage. A questo punto il neolaureato ha subito una vera e propria massificazione, divenendo un prodotto commerciabile. Insomma si è passati dall'Homo Sapiens Sapiens, chiuso nella sua torre eburnea, ad un vero feticcio della pop-art. Le prestazioni venivano offerte gratuitamente per periodi ben superiori ai sei mesi, il tutto per permettere al cucciolo della specie di accedere all'Agorà della Società.
Ai giorni nostri però assistiamo ad un'evoluzione avveniristica, paragonabile almeno al passaggio dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica. Se un tempo, infatti, si credeva che il giovane dovesse diventare parte dell'ingranaggio dell'azienda, ovvero un suo produttore, oggi questa visione viene totalmente ribaltata. Per arrivare ad occupare un posto nell'Agorà, il giovane deve prima essere consumatore dei beni prodotti dall'impresa a cui aspira.
E così al colloquio vengono sgretolate, in un attimo, tutte le sovrastrutture costruite negli anni dell'università.
"Hai avuto esperienza di management di un team specializzato nella produzione di beni di importanza mondiale? …Non basta averle studiate queste cose, sai?!"
"Hai mai intervistato il Premio Nobel per la pace a poche ore dalla cerimonia?"
"Quante pubblicazioni puoi vantare all'interno della comunità scientifica? Tralasciando la tua tesina, ovviamente…"
Nonostante il quadro si faccia fosco, niente è perduto. Il giovane neolaureato può contare su un corso offerto ( A PAGAMENTO) dalla giovane azienda che fornirà tutti gli strumenti necessari per tornare al passo con i tempi ed occupare la posizione mancante.
E così se lo stage consentiva un tempo di lavorare gratis, oggi con lo Stage+Corso Formativo si lavora a pagamento. E stavolta a pagare non è l'azienda, bensì il lavoratore.
Si forma così una generazione di tuttologi, estremamente flessibile, adattabile, di certo pronta a sopravvivere alle glaciazioni, al surriscaldamento terrestre e all'effetto serra. Almeno fino al prossimo Big Bang dei Pigs.

Stagista, il ritorno
Cari StRagisti,
eccomi di ritorno dalle vacanze estive. Sono stata vacante dall'ufficio per 15 giorni netti, corrente mese. Adolf è stato lapidario: "Non contattare me quando io essere in barca a vela. Io avere bisogno di non pensare a tua faccia mentre striscio controvento".
E io, da brava stagista, non ho chiamato, non ho inviato e-mail, non mi sono illuminata con prepotenza su Scaip. Il tutto nonostante le scartoffie indecifrabili rilasciate sulla mia scrivania.
Così oggi il tanto atteso ritorno ha assunto caratteri mitologici.
Avrà imparato il nostro eroe ad esprimersi in italiano corrente?
Avrà litigato con il suo amico immaginario, il regista del Grande Fratello?
Avrà capito di non essere il vero Adolf, ma una sua mediocre reincarnazione?
Tremano le fondamenta di Palazzo, scretcha il condizionatore e, quando meno te lo aspetti, ecco il Capo dei Capi tornare all'ovile con il viso color cacarella.
"Luce, io e te dovere parlare. Io avere messo a punto grandi piani per stagione autunno - inverno 2010/2011 ".
Niente da fare, siamo passati da Adolf al Diavolo veste Prada.
"Io dopo estate avere fatto epurazione, ma mia pulizia etnica non essere finita. Io dovere eliminare altri dipententi non intispensabili. Io mettere annuncio su Lavori Cretini, Mostri e JobSOla. Tu non dire niente a colleghi. Non fare pucci-ucci-pucci. Uno contro tutti, tutti per uno" tuona il moschettiere del Re.
E così eccomi sul groppone una collega col mutuo a carico e un altro con il micino che sta male. E Adolf vuole che sia io a innescare la miccia della camera a gas, perché lui non ha abbastanza la faccia da culo, nonostante il color cacarella.
Ma io ho pronto un piano B. Se non puoi combattere il nemico dall'interno, combattilo dall'esterno, oppure se non puoi combatterlo, confondilo. Sferro un colpo da una parte, uno dall'altra, lo distraggo, lo intorto e gli faccio perdere il controllo.
Vorrei rivolgermi a qualcuno. Ehi lassù c'è nessuno?! E' la particella di Odio che parla. C'è anche per noi un po’ di Libertà? Un 0,2% di Onestà? Niente, nessuno risponde. Il Dio è impegnato ad andare in Camping con un amico che viene da molto lontano, i Sindaddormentati fanno sciopero solo di Venerdì e se c'è ponte. La mia voce, quella della debitrice e il miagolio del gatto fanno un eco lungo e lontano lontano.











