Il rito del caffè
Le ferie di Natale sono volate via in un lampo e così eccomi di nuovo sul campo di battaglia. Ore 9.00, immediato ingresso in ufficio. "Buon anno a tutti!", sorriso sgargiante, niente mi scalfirà. Del resto, non ho passato poi un Natale così terribile. E poi, dai, alla fine il lavoro che faccio mi piace, mi occupo di comunicazione, sto in un'azienda piccola dove posso apprendere diventando protagonista di diversi progetti.
Dai, dai, dai… mi sono convinta! Ore 11.15. Pausa caffè. Finalmente il ticchettio robotico della tastiera viene sostituito da suoni di umanità. Durante il rito tribale il clan aziendale si riunisce attorno al totem-macchina del caffè. Ed è qui che familiarizzo con le anime che abitano la piccola società appartenente alla immensa famiglia dei "Legalizzati".
Il capo clan dei colleghi è Eloisa una ragazza con i capelli rosso fuoco, con tre anni più di me, credo. Lei si occupa di contabilità, è dentro da poco più di un anno, ma è rispettata e amata per il suo temperamento deciso. Le fanno spalla Valentina, una trentenne che si occupa di marketing e pubbliche relazioni e la mia mentore-tutor Maria Stella, copywriter senior.
I riti, come quello del caffè, sono comportamenti che definiscono ruoli e delimitano confini all'interno della comunità e così diviene chiaro che la stagista Luce si trova un po’ fuori e un po’ dentro lo steccato che circonda l'azienda in questione. Eloisa: "Certo Luce, beata te! 13 giorni di ferie! E sei stagista!!! Danno più ferie all'ultima arrivata, non c'è più religione!"
Luce: "Bè… ma la mia tutor universitaria mi ha detto che in accordo con l'azienda posso prendermi dei giorni e poi me li ha dati il Capo dei Capi.
" Eloisa: "Sì, sì.. queste ragazzine escono dall'università e pensano di poter fare come vogliono. Sgattaiolano fuori dall'ufficio alle 18 in punto e pretendono anche le ferie".
Maria Stella: "Bè solo al Sud funziona così. Quando ero a Milano era ben diverso, gli stagisti avevano voglia di lavorare, ma qui a Roma si sa com'è…" (dovete sapere che Maria Stella è razzista).
Luce: "Sì, ma io non sono retribuita…"
Eloisa: "E certo! Sei qui per imparare, mica per arricchirti!".
Ore 17:30. Ho voglia di una strage. Arggggghhhhhhhhhhh. Giuro che se stasera scopro di aver vinto la lotteria, domani torno qua e gliene dico quattro a queste tre. Arghhhhhh. Sta anche grandinando!! Non è giusto! Mezz'ora prima di uscire… A no, mi viene in aiuto Valentina con un trillo di Skype: "Ciao bella. Potresti farmi questo lavoretto prima di andare via? 25 pagine da tradurre in inglese per te." Per quando avrò finito, la grandine avrà smesso da un pezzo di sgranocchiare l'asfalto. Respira. Respira.












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