L'occasione
"Quando meno te lo aspetti, l'occasione arriva". Questa è una delle frasi che ho sentito più ripetere da quando ho iniziato a cercare lavoro.
E allora ho deciso di far finta di non aspettare. Non controllo il calendario, né l'orologio e non sbatto i piedi a terra. Non guardo il cielo fischiettando e non leggo i pronostici delle stelle.
Ma ecco qua che proprio quando meno me l'aspetto, Plutone dà una botta a Uranio, Uranio mi va in quadratura e Venere, propositiva come al solito, fa squillare il telefono.
"Pronto, chi parla? E' la signorina Venere?"
"A Luce ma ti sei bevuta il cervello?!? Sono Verena, la signora del piano di sopra. Ti chiamo perché la sorella di una cugina di un' amica della mia prozia che è professoressa universitaria sta cercando una persona per una collaborazione lavorativa."
Mumble… mumble… sarei rimasta alla sorella, ma la parola "collaborazione lavorativa" manda in tilt l'alberello genealogico che stavo coltivando e rimanda ai miei problemi di stRage.
Cavolo, potrebbe essere una svolta! Questa proffa universitaria ha dei contatti con gente della Camera dei Debosciati e mi potrebbe far lavorare in un ufficio stampa. Non vedo l'ora di dire addio a Eloisa, Valentina, Maria Stella e a quello sfruttatore del Capo dei Capi!!! Strapperò convenzione e progetto formativo e arrivederci e grazie!!
Mentre penso ai toni altisonanti in cui dire al Capo dei Capi che sono costretta ad interrompere lo stage ("Mi dispiace ma mi reclamano dai piani alti." "Sono stata convocata per una missione importante per l'umanità e non posso più venire." o "Me ne vado perché il mio talento è stato richiesto dalle massime cariche dello Stato) , io e la proffa ci prestiamo ai controlli di sicurezza per accedere al Palazzo.
Metal detector, borsa sul rullo e pass alla mano. Bip- Bip. Voodoo Girl e gli spilli. Mannaggia! Mi tocca lasciarla qua… Con tutti questi spilli potrei fare fuori mezza Camera dei Debosciati!
Così me ne entro da sola e senza difese. Il round ha inizio: siamo io, la proffa e il Disonorevole.
L'ufficio emana solennità dalle pareti in legno lucido. C'è l'immancabile tricolore, quattro segni di santità tra crocifissi, madonne, acque sante e rosario. Non manca una foto del Disonorevole con John Paul II. Mi siedo sulla poltrona in pelle, ma vorrei rimanere in piedi, mettermi una mano sul cuore e intonare l'Inno di Mameli per adattarmi all'ambiente. (Perché mi vengono sempre in mente queste cose assurde in questi momenti??) .
Il Disonorevole si schiarisce la voce, mi squadra dall'alto basso (oddio speriamo che non gli cada l'occhio sulla punta consumata del mio stivale!) e dà il via al sermone: "Signorina, questo è un progetto dal grande significato morale ed eretico e noi abbiamo bisogno di lei. Stiamo creando un'associazione che aiuti le persone disastrate ad entrare nel mondo del lavoro. Aiuteremo immigrati, distrabili, persone uscite dal mercato e giovani poco formati."
Lo osservo e ascolto attentamente il suo italiano sconquassato. Questo ha meno rughe di me! E che fondotinta usa? E' colorito, ma non abbronzato e nemmeno sembra che si è fatto un quartino di vino. E' ancora più plastificato che in tv. Ha un doppio petto firmato e un orologio d'oro che mi acceca. Osservo e annuisco.
"Sto promuovendo questo progetto sui miiiiiiidia, partecipo a tante tetretrasmissioni. Mi faccio ospitare da qualche tettona e racconto quello che vogliamo fare (eh eh eh eh)" ride pacioccone .
Vorrei strabuzzare gli occhi. La parola "tettona" ci sta proprio male tra il tricolore e la Madonna, ma faccio finta di nulla. Mi concentro sul suo ferma cravatta con diamantino.
"Ora siamo molto poveri. Abbiamo bisogno di giovani come lei che ci diano una mano volontariamente e senza compenso. Lei potrebbe occuparsi dell'ufficio stampa, di inviare dei scomunicati che ci facciano conoscere. Noi affianchemo le imprese e formeremo buoni dispendenti per loro, le aziende quindi devono assolutramente conoscerci."
Che ha detto?!? Poveri?? Volontariamente?!? Non ci voglio credere!!!
"Noi crediamo nella libertà. Nella libertà di poter lavorare. C'è scritto sulla nostra Sacra Costruzione, l'Italia è una Repubblica Fondata sul Lavoro. Lei lavori per noi, sarà parte di un grande disegno. E poi tra un anno si strutterà una vera azienda e lei ne farà parte a distritto. E poi, come mi ha detto la proffa, lei scribacchia. Perché non ci scrive un bel forum, un bel blogghe, quelle cose che fate voi generazione "feisbucche" sull'azzurra libertà di lavorare? Così, nel suo tempo libero…"
No. Io lo sto già scrivendo un blogghe.
E' un blogghe sulla tua di libertà. La libertà infinita di chiedermi ancora un anno. Un anno in cui una serata a ballare mi costerà tanti "no", in cui sarò ancora gggiovane e senza progetti, in cui dovrò far finta di non aspettare.
Stavolta IO mi prendo la libertà di dirti di no, caro povero Disonorevole.
Esco dal labirinto di legno-mosaico-legno-mosaico e cammino tra le strade più belle della mia città. Ho la sensazione di aver lasciato passare un treno su cui non volevo salire e in testa mi scorre prepotente questa canzone.











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